Martedì, 24 Novembre, 2020

Di Maio: "Non tiriamo a campare"

Esposti Saturniano | 27 Settembre, 2018, 19:09

"Sulla manovra e il livello di deficit si discute sicuramente su più dell'1,6%" aveva invece dichiarato qualche ora prima in una intervista a Radio Capital, spiegando che l'unica garanzia è il non superamento del 3%. Ma se da una parte l'esecutivo "condivide l'enfasi sulla riduzione del debito", dall'altra parte "opta per un miglioramento del saldo strutturale più graduale sulla base della considerazione che un aggiustamento di 0,6 punti percentuali di Pil all'anno, unito all'effetto della chiusura dell'output gap, implicherebbe un'eccessiva stretta fiscale (quasi un punto di Pil nel 2019)".

"È una guerra di logoramento tra noi e Tria, il ministro non si muove da 1,6% e ha minacciato le dimissioni" ha riferito a Reuters la fonte, aggiungendo che "gli è stato risposto di andarsene". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a Bruxelles, promettendo che quella del governo gialloverde sarà una "manovradel popolo coraggiosa dove non ci si impicca a un numero o un altro" perché "è inutile tirare a campare come governo".

La tensione è altissima: il consiglio dei ministri non viene ancora confermato e Di Maio reclama un nuovo vertice di governo. "Ognuno - ha aggiunto - può avere un'idea dell'interesse della nazione". Come si dice in scienza e coscienza, cercare di interpretare bene questo mandato.

Nella manovra economica, spiega Di Maio, non verranno finanziati "tutti" gli impegni contenuti nel contratto di governo, "ma quello che non vogliamo fare è scrivere nel Def cose che poi non verranno fatte". "L'obiettivo è quello di un mix di politiche che mostri che si può avere fiducia nell'Italia", ha precisato. L'imperativo è fare "crescita nella stabilità finanziaria".

Il primo impegno del governo è bloccare l'aumento della pressione fiscale e sterilizzare le clausole di salvaguardia che determinano un incremento dell'Iva.

Nella prossima Manovra ci saranno interventi per affrontare il problema sociale, come il reddito di cittadinanza "per permettere più facilmente le trasformazioni del tessuto produttivo che creano problemi transitori nel tessuto sociale". Contemporaneamente si devono superare "le difficoltà di applicazione della legge Fornero" per agevolare il turn over, per "accelerare l'uscita dalle imprese di personale molto anziano per fare entrare giovani con competenze diverse, perché c'è un problema di competenze". Secondo Tria tranquillizzando i mercati e affrontando la questione - soltanto così si potrà rilanciare la ripresa.

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