Sabato, 24 Agosto, 2019

Pensione con meno di 15 anni di contributi: cosa spetta?

L’esecutivo lavora alla riforma della previdenza L’esecutivo lavora alla riforma della previdenza
Esposti Saturniano | 24 Settembre, 2018, 21:08

Quota 100 (62 anni di età e 38 di contributi) realizzabile in modo "efficace e ragionevole".

Infine, l'ipotesi più restrittiva prevede di limitare nel primo anno quota 100 solo a determinate categorie di lavoratori svantaggiati, sulla falsa riga dell'Ape sociale (ne beneficiano a 63 anni e 36 di contributi disoccupati, invalidi e lavoratori con disabili a carico e, a 63 anni e 30 di contributi, chi svolge lavori gravosi).

C'è anche il riscatto agevolato del corso di laurea tra le proposte che la Lega starebbe studiando per far decollare quota 100. Il Movimento 5 stelle ha chiesto che la quota 100 a 62 anni abbia il divieto di cumulo, con possibilità di riscatto per gli anni in cui non hai versato ma solo per la parte contributiva con un costo stimato 5 miliardi.

Invece, con 37 anni, sempre di contributi, l'uscita riguarderebbe 410 mila lavoratori: la percentuale di pensionati potenziali, dovrebbe essere del 60% per il settore privato e del 40% nell'amministrazione pubblica, quindi almeno 160 mila dipendenti nella sola PA (probabilmente circa 100 mila appartenenti al comparto scuola).

La prima prevede di alzare l 'asticella del minimo di contributi richiesto per quota 100. In tal caso, quindi, una persona che ha iniziato a lavorare all'età di 18 anni senza alcuna interruzione può andare in pensione all'età di 59 anni. Resta aperto il tema di genere dato che resterebbe inalterata l'età di vecchiaia (quella con la quale in genere escono le donne) a 67 anni favorendo l'uscita delle persone con carriere lunghe e continue in genere appannaggio dei maschi, prevalentemente residenti al Nord. Per questo il governo studia di ridurli anche se appare difficile fissarli a 41 anni e mezzo come ipotizzato in principio. "Se riusciremo a mandare in pensione l'anno prossimo tre-quattrocentomila italiani - ha detto ai suoi - penso che avremo fatto un buono lavoro". In primis, si pensa al ricalcolo dell'assegno previdenziale secondo il poco vantaggioso metodo contributivo per tutti i contributi effettivamente versati dopo il 1995, cosa che comporterebbe un taglio pari al 10-15 %.

Per quanto riguarda la scuola, ci sono anche molti docenti della secondaria: si tratta di laureati che avendo la possibilità di riscattare il titolo di studio accademico, raggiungerebbero i 36-37 anni di contributi richiesti.

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