Lunedi, 14 Ottobre, 2019

PUNTO 1-Carige, Malacalza ottiene maggioranza Cda, ristrutturazione prima di M&A

FINANZA GENOVA Malacalza batte Mincione 7 a 3. La battaglia per il controllo Carige, quando il dilettantismo paga il conto
Esposti Saturniano | 24 Settembre, 2018, 10:38

E' riconducibile alla lista Malacalza anche il nuovo presidente Pietro Modiano.

La Bce, infatti, ha inviato una lettera alla banca per comunicare di non poter procedere all'approvazione del piano di conservazione del capitale presentato nel giugno scorso: ne serve un altro che contenga anche "l'opzione di un'aggregazione aziendale ". Nettamente staccata la Lista di Mincione che ha raccolto l'appoggio di 9.268.650.912 voti, pari al 28,86% delle azioni ammesse al voto e al 16,77% del capitale complessivo, eleggendo tre membri in seno al consiglio di amministrazione. Scontro risolto con una votazione assembleare che ha avvallato l'attribuzione della presidenza dell'assemblea a Giulio Gallazzi, che guida peraltro la lista per il cda presentata da alcuni fondi. Lo ha deciso il Tribunale di Genova respingendo così il ricorso d'urgenza presentato da Malacalza Investimenti, che di recente ha annunciato una partecipazione del 27,55% nell'Istituto ligure. Nel caso in cui vincesse la lista di Malacalza Investimenti, Mincione si aspetta che venga comunque perseguita la strada di un'aggregazione: "Sono persone competenti faranno un piano per un'aggregazione industriale velocissimamente".

(Teleborsa) - Si apre una giornata campale per Banca Carige. Al netto di questa quota, il capitale abilitato a vogtare in assemblea è pari complessivamente al 58,64%."Mi auguro - ha affermato Gallazzi - che questa sia un'assemblea costruttiva e che sia possibile esprimersi e contribuire a una decisione di importanza capitale per la banca".

Quella di oggi è stata una sfida all'ultimo voto tra i gruppi di Mincione e Malacalza.

Resta fuori dal consiglio Paolo Fiorentino, l'amministratore delegato uscente che era schierato con Mincione. Noi, ha poi concluso Malacalza, "parleremo con tutti", ma senza eccessiva fretta, sembrerebbe ritenere il mercato, anche perché non è da escludere, prima di allora, un ulteriore aumento di capitale.

Il giudice ha dato il via libera ai candidati, sebbene sottolineando che gli azionisti aderenti alla cordata guidata dallo stesso Mincione e composta da Gabriele Volpi e Aldo Spinelli potranno esercitare il diritto di voto entro la soglia del 9,99% del capitale sociale, anziché fino al 15,198%, come previsto invece dal patto.

Intanto, da più parti si fa notare che dalle elezioni di oggi potrebbe non uscire un vero vincitore e che il nuovo Consiglio potrebbe essere chiamato a fronteggiare nuove, acute divisioni interne. Tali dichiarazioni sono arrivate al termine dell'assemblea degli azionisti di ieri e rappresentano una buona indicazione per gli investitori.

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