Domenica, 17 Novembre, 2019

No dell'Europa alle proposte della May sul Brexit

Immigrazione, vertice Ue flop. Conte: Vertice Ue a Salisburgo, Conte: soldi da chi non accoglie i migranti
Evangelisti Maggiorino | 21 Settembre, 2018, 16:08

"Se l'Europa vuole esprimere una politica in materia di immigrazione vuol dire che mette a punto una strategia, rivede il regolamento di Dublino e quanto prima persegue nuovi meccanismi di gestione collettiva nel segno della solidarietà". "Tutti gli Stati membri sono gelosi custodi delle prerogative della propria sovranità e l'Italia non è da meno".

"Sul tavolo c'è l'ipotesi che i Paesi non volenterosi, ovvero quelli che non partecipano in termini di sbarchi o in termini di redistribuzione" degli immigrati, "versino un contributo finanziario". Non parliamo di mercati, non parliamo di tappeti o di merci. Ma anche sapendo che un cattivo accordo potrebbe essere altrettanto dannoso e avere ripercussioni sugli equilibri europei.

A detta di Tusk, i 27 hanno chiesto "la massima chiarezza possibile" sulle future relazioni commerciali.

L'accordo sulla Brexit non c'è. Ci sarà infatti un vertice speciale a novembre, i capi di Stato e di Governo lo appoggeranno. Per il 17 e il 18 novembre è stato programmato il vertice straordinario dell'Unione europea sull'uscita della Gran Bretagna.

Si è concluso il vertice Ue di Salisburgo con due temi principali sul tavolo la Brexit e il tema dell'immigrazione sulle quale sono rimaste le distanze.

Il piano della premier britannica Theresa May per un accordo con l'Unione europea per la Brexit "non funzionerà" in alcuni punti chiave. A suo parere dal summit è emersa in ogni caso "la volontà di trovare un accordo".

La premier Theresa May, la cui poltrona sta traballando a causa dei malumori interni ai Tories, si è data ai bizantinismi presentando piani di difficile applicazione, ed al meeting di Salisburgo dei leader dei paesi Ue il tema del confine nord irlandese è stato centrale, con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che ha ribadito la sua contrarietà al piano presentato dalla May, per cui vi è la necessità di una riformulazione per evitare che vengano lesi i principi costituzionali ed economici su cui è fondata l'Unione. Ai leader europei che auspicano un secondo referendum nel Regno Unito, la premier britannica risponde lapidaria: "So che molti di voi non vogliono Brexit, ma è importante essere chiari: non ci sarà un secondo referendum in Gran Bretagna".

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