Lunedi, 12 Novembre, 2018

Juncker, passo d'addio: "Ue resti tollerante, no a nazionalismi estremi"

Stress da ora legale istruzioni per l’uso Il primo del gufo corrisponde alle persone serotine che sono più attive la sera e di conseguenza quelle più colpite dal cambio d’ora
Evangelisti Maggiorino | 16 Settembre, 2018, 16:12

Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, ha proposto oggi di costruire "una nuova alleanza" tra l'Europa e il continente africano. "Bisogna lavorare per avere un'Europa più unita e forte", il messaggio lasciato a chi raccoglierà il suo testimone. E c'è ancora della strada da fare: "Gli allargamenti per me restano un successo, conciliando geografia e storia, ma restano ancora degli sforzi da fare". "Dobbiamo definire in modo definitivo l'adesione dei paesi dei Balcani occidentali altrimenti gli altri si assumeranno compito di dare forma ai nostri vicini", ha aggiunto.

Piuttosto che rispondere a questa domanda, e continuando a parlare dei nuovi progetti, il presidente della Commissione europea ha auspicato un'Europa più determinata, pronta a diventare una forza coesa per "imporre il suo punto di vista su un mondo instabile, con maggior forza e cooperazione militare e un minor numero di veti nazionali sulla politica estera". "Resto contrario alle frontiere interne, laddove sono state create devono essere eliminate", ha precisato. Dopo quasi 40 anni, sta infatti per andare definitivamente in pensione lo spostamento delle lancette dell'orologio che, per due volte all'anno, tutti i Paesi della Ue hanno fedelmente eseguito. Il carcere viene applicato per chi non si dimostra collaborativo, presenti rischio di fuga, o costituisca minaccia all'ordine pubblico o alla sicurezza. Inoltre occorre trasformare i numerosi accordi commerciali tra l'Ue e l'Africa in un accordo intercontinentale di libero scambio.

E infine un attacco personale al ministro Salvini: "Non ho problemi col presidente del Consiglio, il mio buon amico Giuseppe, ma ogni tanto rimango allibito da questa retorica che parte della coalizione di maggioranza e che almeno uno dei due vicepremier lancia contro Bruxelles. Ecco, questo non aiuta l'Italia". "Io non voglio essere utile a lui, ma all'Italia", taglia corto Juncke rche non vede la Lega nel Ppe neanche nei suoi peggiori incubi. "Se si dovesse delineare un asse che include Le Pen, Orban e altri è una realtà del tutto diversa su cui sinora non abbiamo riflettuto e che porterebbe il baricentro di qualunque partito in un'altra direzione". Davanti al Parlamento di Strasburgo, nel tradizionale discorso sulla situazione in cui versa l'Unione, ha criticato apertamente i partiti sovranisti che dilagano dall'Est all'Ovest e che, secondo lui, danneggiano l'Europa.

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