Domenica, 23 Settembre, 2018

Draghi bacchetta il governo: "Dopo le parole aspettiamo i fatti"

Governo Conte, Draghi: “Negli ultimi due mesi le parole hanno creato danni a famiglie e imprese "Incertezze dovute al crescente protezionismo" (Draghi)
Esposti Saturniano | 16 Settembre, 2018, 13:11

Una 'linea rossa' come quella emersa dal voto, all'Europarlamento, sulle sanzioni al governo ungherese di Viktor Orbàn.

Non è un segreto, fra le retrovie della maggioranza, che la forzatura sui conti pubblici punti a far leva sulla garanzia data dalla potenza di fuoco della Bce, dal 'quantitative easing' in grado di placare i mercati. Il riferimento, neanche troppo velato, è allo spread: "I tassi di interesse sono saliti per le famiglie e per le imprese".

"Negli ultimi mesi le parole sono cambiate molte volte e quello che ora aspettiamo sono i fatti, principalmente la legge di bilancio e la successiva discussione parlamentare". "Nel merito, il mandato della Bce non è assicurare che i deficit dei governi siano finanziati in qualsiasi condizione". "Cio' è particolarmente importante - ha sottolineato - per i paesi in cui il debito pubblico resta elevato". Non a caso anche Salvini parrebbe avere avuto stretti contatti telefonici proprio nelle scorse ore con l'ex alleato Berlusconi, che gli avrebbe consigliato nuovamente di staccare la spina al governo con i 5Stelle e tornare a lavorare sulla ricomposizione della storica alleanza di Centrodestra, la quale si sarebbe ricompattata anche ieri nell'aula di Bruxelles, votando unanime contro le sanzioni imposte all'Ungheria di Orban, a differenza degli eurodeputati grillini.

A dar fuoco alle polveri in una giornata ad alta tensione, in mattinata, era stato Moscovici a Parigi. Fermare le riforme e stampare moneta non è quello che salverà l'Italia.

"Per sostenere l'inflazione sono ancora necessarie misure di stimolo per via dei rischi legati al protezionismo e alle turbolenze sui mercati emergenti" ha sottolineanto Draghi assicurando comunque di prevedere che il rialzo dell'inflazione verso l'obiettivo vicino al 2% continuerà anche dopo la fine del Qe. "Certo, non dobbiamo esagerare, chiaramente non c'è Hitler, forse dei piccoli Mussolini...". "Si sciacqui la bocca prima di insultare l'Italia, gli Italiani e il loro legittimo governo".

"L'atteggiamento da parte di alcuni commissari europei è inaccettabile, veramente insopportabile".

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