Domenica, 18 Novembre, 2018

Migranti e allarme tubercolosi in Italia: la situazione

Allarme Tbc, Ciambetti: «Un immigrato malato è fuggito dalla struttura» Migranti, Salvini: "E' tornata la tubercolosi"
Machelli Zaccheo | 14 Settembre, 2018, 21:17

In questo caso toccherà al ministro dell'Interno dare l'ordine di sbarco ma Salvini non ha nessuna intenzione di permettere l'attracco in un porto del nostro Paese.

"E' grave sapere - il grido d'allarme di Ciambetti - che un immigrato clandestino colpito da questa malattia si è dato alla fuga, diventando un potenziale veicolo infettivo. Intervenendo con affermazioni poco scientifiche si rischia di creare panico sociale". La situazione resta molto complicata: i profughi si trovano in acque maltesi e come successo in altri casi, come quello della Diciotti, le autorità locali non sembrano intenzionati ad intervenire almeno fino a quando non si troveranno in evidenti difficoltà. Mareca ha richiamato anche le linee guida dell'Istituto superiore di sanità per il contrasto delle tubercolosi tra gli immigrati in Italia (pdf), e ha dichiarato che al momento il sistema sanitario dispone "di tutti gli strumenti per governare il fenomeno". La questione tubercolosi è un problema estremamente complesso da non attribuire ad un fattore unico.

Per non alimentare l'allarmismo e per cercare di placare le paure della gente il viceprefetto vicario di Vicenza, Lucio Parente, ha smorzato i toni e ha riferito che la Prefettura ha "accertato che il servizio di igiene sanità pubblica dell'Ulss ha già avviato tutte le procedure del caso, avviando controlli specifici sulle persone che nei giorni scorsi sono state a contatto con questa persona". "Il protocollo è stato rispettato come da normativa, quindi sotto l'aspetto sanitario non c'è nulla da temere", ha dichiarato.

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Quanto alla sua diffusione, in Italia nel 2016 risultano notificati 4.032 casi, con un tasso stimato di 6,6 per 100mila abitanti, in calo rispetto agli ultimi dieci anni (8,1 per 100.000 nel 2006). Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, commenta così le notizie diffuse dalla stampa vicentina sull'ondata di casi che si sta registrando in area berica. "Questo dato conferma dunque che il rischio di malattia è in calo anche in questo gruppo di popolazione".

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