Domenica, 23 Settembre, 2018

Brusca frenata della produzione industriale

Le industrie abbassano la testa: primo calo della produzione dal 2016 Brusca frenata della produzione industriale, in calo dell’1,3% a luglio Ma a giugno record di occupati
Esposti Saturniano | 14 Settembre, 2018, 15:34

Il dato aggiunge rischi al ribasso sulla nostra previsione di crescita del PIL di 1,1% per l'anno in corso (recentemente rivista al ribasso).

Il centro studi ritiene inoltre che a perimetro annuo nel terzo trimestre la produzione industriale segnerà un calo di 1%, la prima flessione tendenziale all'inizio del 2015. Il dato è di molto inferiore rispetto all'aspettativa nostra e di consenso (che erano per una correzione assai più lieve). Nella Ue beni di consumo non durevoli -1,3%, beni di consumo durevoli -1%, beni intermedi -0,6%, energia +0,7%, beni capitali +0,6%.

Nel secondo trimestre del 2018, dice l'Istat, l'occupazione cresce "a ritmi sostenuti" con un aumento di 203mila occupati rispetto al trimestre precedente (+0,9%, nei dati destagionalizzati).

La tendenza annua (corretta per gli effetti di calendario) è tornata in territorio negativo, a -1,3% da un precedente +1,2%.

La tendenza annua negativa è diffusa. In crescita invece attività estrattiva (+2,8%) e fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (+1,8%). I comparti maggiormente in rosso sono coke e petroliferi raffinati (-6,4%) e legno, carta e stampa (-5,8%).

In base a questo, in media durante i primi sette mesi, la produzione è cresciuta del 2,0% su base annua. Tuttavia, questa spiegazione è solo parziale: negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di rallentamento dell'attività economica nell'industria, anche sulla scia di un minor traino dall'export. La stima è coerente con il mantenimento di una velocità di crociera di 0,2% t/t a trimestre tra la seconda metà del 2018 e l'inizio del 2019. Nel secondo trimestre 2018 prosegue la crescita dell'occupazione e del relativo tasso per i giovani di 15-34 anni, verificata a livello sia congiunturale sia tendenziale. L'andamento tendenziale mostra una crescita di 387 mila occupati (+1,7% in un anno), concentrata tra i dipendenti a termine a fronte del calo di quelli a tempo indeterminato (+390 mila e -33 mila, rispettivamente) e della crescita degli indipendenti (+30 mila). Peraltro, nel trimestre la discesa del tasso di disoccupazione si è accompagnata a quella del tasso di inattività.

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