Domenica, 23 Settembre, 2018

Vaccini, bimbo no-vax messo ‘in quarantena’ a scuola

Il bimbo (sottoposto a trapianto) che non può andare a scuola perché in classe ci sono 5 no vax No vax in classe, bimbo con leucemia rischia di non poter andare a scuola
Machelli Zaccheo | 14 Settembre, 2018, 05:31

Quanto sta accadendo a Treviso era già stato ampiamente anticipato dalla preoccupazione delle mamme con figli in condizioni di rischio.

Un bambino non vaccinato di quattro anni è stato ammesso a scuola ma in classe insieme ai compagni. Ignoranza di genitori che non si rendono conto che per via di decisioni personali (non certo dei propri figli) espongono i figli di altri alle malattie. Il medico ha provato indignazione per le numerose opinioni, non scientifiche, che stanno circolando sull'argomento, specialmente da alcuni esponenti politici [VIDEO]. "Questo è un caso che ancora non ci siamo trovati ad affrontare concretamente - chiarisce il direttore generale Francesco Benazzi -.Effettivamente è una situazione che può porsi per un bambino che abbia superato una leucemia o per altri bambini immunodepressi: è opportuno che non frequentino bambini non vaccinati". Purtroppo, però, la normativa parla chiaro, e nessuno può obbligare i no-vax a non frequentare l'anno scolastico: "Dobbiamo rispettare la normativa nazionale - conferma l'Usl - non possiamo escludere i bambini non vaccinati dalle elementari".

Un bambino di appena 8 anni è riuscito a sconfiggere la leucemia grazie alla donazione del midollo osseo da parte della sorella.

La dottoressa Oriana Maschio ha voluto commentare la vicenda raccontata da una collega. Ora il piccolo Thomas (nome di fantasia, ndr), dopo chemio e trapianto, è costretto a rimanere a casa da scuola perché cinque bambini "no vax" della sua classe non sono vaccinati e, senza difese immunitarie, lui rischierebbe di morire. "Anche se ne ho "romanzato" i contorni il bambino esiste, va in giro con la mascherina, e il problema si pone quando rientrerà in classe e verrà affrontato, credo, con tutta la chiarezza possibile dai suoi genitori".

"Siamo in un paese civile?", si chiede la dottoressa Maschio su Facebook.

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