Domenica, 23 Settembre, 2018

L'Europarlamento ha approvato la nuova direttiva sul copyright: ecco come funziona

Copyright, il Parlamento Europeo approva la riforma La riforma del copyright approvata dal Parlamento Europeo. Cosa accade a Facebook e Google?
Evangelisti Maggiorino | 12 Settembre, 2018, 21:41

Il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con i Ministri UE al fine di giungere ad un testo definitivo è stata approvato con 438 voti a 226, con 39 astensioni. I diritti di copyright si estendono a titolo, sommario e Url. Il suo adattamento non è stato facile anzi ha incontrato parecchie difficoltà. Da qui la decisione della Commissione Europea di valutare la possibilità di una nuova riforma; possibilità divenuta concreta dopo una serie di consultazioni. Molti segnali sono già arrivati nei mesi scorsi, non solo dalle elezioni italiane del 4 marzo.

Anche i meme e le parodie, che tanto fanno divertire gli utenti in Rete, potranno continuare a circolare sul web.

Il provvedimento vuole tutelare il diritto d'autore dei contenuti che sono diffusi attraverso internet dalle grandi piattaforme web.

La proposta è arrivata nel settembre 2016, il pacchetto di norme conteneva una direttiva riguardo al diritto d'autore nel mercato unico digitale. Il via libera della seduta plenaria apre ora la strada ai negoziati con il Consiglio.

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Quali sono i settori che la riforma va a normare? Infine si chiede alle grandi piattaforme - ad esempio YouTube -di controllare i contenuti con lo scopo di garantire la remunerazione per i diritti d'autore.

"Finalmente la massima espressione rappresentativa del popolo europeo ha dato il via libera alle nuove regole sul diritto d'autore che, tra l'altro, consentiranno di mettere fine al far west che ha regnato sino ad oggi nel mondo digitale - continua Polillo -".

La relazione del Parlamento Europeo spiega che c'è un problema di sostenibilità per quanto riguarda l'industria dell'editoria. Anche perché, di fatto, è accaduto qualcosa: che il desiderio di rivalsa nei confronti di Google e Facebook ha preso il sopravvento su tutto il resto, condizionando la modifica della direttiva.

Una proposta di revisione della Commissione su incentivo di Parlamento e Consiglio ha portato ad una richiesta per gli Stati membri di un adeguamento della legislazione nazionale circa il diritto di riproduzione e il diritto ad impedire l'estrazione da un database. Il testo aggiunge che questi benefici dovrebbero includere "entrate indirette" e autorizzerebbe inoltre gli autori e interpreti a revocare o terminare l'esclusività di una licenza concessa per il loro lavoro se la parte che detiene i diritti viene ritenuta non idonea ad esercitarli. Ci si riferisce alla link tax, che è un compenso in denaro da corrispondere all'editore per il link inserito. La disposizione prevede un controllo preventivo sulla pubblicazione di contenuti protetti da copyright. Il senso della riforma sta nel conflitto sorto negli ultimi anni tra gli editori di alcune testate giornalistiche e le piattaforme social sull'utilizzo dei contenuti giornalistici: gli editori accusano i social di sfruttare economicamente contenuti che non appartengono loro. Un notevole rinforzo al potere contrattuale dell'editore stesso con gli aggregatori di notizie. Google News organizza contenuti e informazioni in modo che siano fruibili agli utenti in modo gratuito, creando una sorta di giornale con le principali notizie del giorno e sezioni tematiche. Tale obbligo vincolerebbe il provider a prescindere dalla direttiva sul commercio elettronico.

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