Domenica, 23 Settembre, 2018

Nuovo sciopero per Ryanair La protesta degli assistenti di volo

Esposti Saturniano | 12 Settembre, 2018, 09:38

"Dato che abbiamo già offerto contratti locali e una retribuzione migliore, non vi è alcuna giustificazione per ulteriori scioperi", ha detto poi il portavoce di Ryanair Robin Kiely.

Circa 150 dei 400 voli Ryanair previsti mercoledì 12 settembre 2018 in partenza e in arrivo in Germania saranno cancellati a causa di uno sciopero. E intanto in Italia i sindacati Filt Cgil e Uiltrasporti hanno "indetto un referendum tra i piloti Ryanair, sulla validità o meno, dell'accordo firmato nei giorni scorsi con la sola associazione professionale Anpac".

"Si tratta del primo sciopero congiunto di piloti e assistenti di volo Ryanair che renderà molto difficile per la compagnia aerea domani volare in Germania ", ha spiegato il portavoce del sindacato piloti tedeschi Markus Wahl. Quello fu lo sciopero più grande di tutta la storia della compagnia. L'annuncio ufficiale sulla data è però previsto il 13 settembre, dopo una riunione a Bruxelles.

Non si calmano le acque intorno alla compagnia aerea low cost Ryanair, ormai da diversi mesi al centro di una pesante battaglia interna tra dipendenti e stato maggiore capitanato da Michael O'Leary. I sindacati chiedono che la compagnia low cost irlandese rispetti i contratti nazionali. Ma secondo i sindacati, gli accordi contrattati con i piloti in Irlanda ed Italia nelle scorse settimane non possono fungere da libro mastro per la Germania, visto che non risolvono i nodi su paghe e condizioni di lavoro. Attualmente lo sciopero dovrebbe riguardare gli assistenti di volo, ma non è da escludere - come riportato dal Messaggero - che partecipino anche i piloti.

"Con il suo reiterato comportamento Ryanair sta procurando gravi disagi a tutto il personale europeo, impedendo la libertà sindacale ai propri dipendenti, non riconoscendo i diritti salariali, previdenziali e assistenziali ai lavoratori e utilizzando anche personale navigante reclutato da agenzie estere di somministrazione, determinando un dumping salariale ed una giungla di regole non ammissibili per l'Ue", spiegano le due sigle sindacali.

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