Domenica, 16 Dicembre, 2018

Crollo Ponte Morandi, Benetton: "Noi in silenzio per rispetto"

Gilberto Benetton in una Gilberto Benetton in una
Esposti Saturniano | 08 Settembre, 2018, 16:30

Benetton spiega il perché di quello che è apparso un silenzio da parte della sua famiglia.

"Ero in vacanza, come credo la maggior parte degli Italiani. Ad un tratto il dramma, e tutto è cambiato: anche per noi sono iniziati giorni di sofferenza e di cordoglio", confessa Gilberto Benetton al suo intervistatore Daniele Manca.

"Siamo stati costantemente vicini, nel ruolo di azionisti, alle decisioni prese dai manager di Autostrade per l'Italia - ha detto Benetton - e al lavoro che loro hanno svolto per iniziare a capire ciò che era successo e per mettere a punto i primi interventi e i primi aiuti alla città di Genova, interventi che continuano con grande determinazione e per affrontare le difficoltà che i cittadini della città continuano a vivere".

Rispetto alle critiche ricevute per il silenzio con cui Atlantia ha gestito la comunicazione nelle ore e nei giorni immediatamente successive al crollo del ponte Morandi, l'imprenditore risponde così: "Dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto". "Ha però comunicato con parole chiare e inequivocabili un pensiero di cordoglio alle famiglie delle vittime e la propria vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono stati coinvolti in questo disastro". Con altrettanta fermezza - prosegue - abbiamo dichiarato che verrà fatto tutto ciò che è in nostro potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto. "Forse non siamo stati sentiti", sottolinea Benetton.

"Conosco il presidente Fabio Cerchiai da molti anni e in lui ho la massima stima e fiducia, come sono sempre stato convinto della serietà, della competenza e dell'eccellenza del management di Autostrade e di Atlantia".

Dichiarazioni parecchio attese, quelle della famiglia Benetton, da più parti (a cominciare dal Governo che vuole revocargli la concessione per la gestione dell'autostrada) indicata come responsabile del disastro di Genova.

La famiglia che dà il nome al noto marchio d'abbigliamento è stata criticata anche perché, poche ore dopo il disastro, si è riunita per una festa a Cortina. "In quel momento Autostrade fu messa sul mercato con un'asta pubblica, sottolineo pubblica, a cui chiunque poteva partecipare e infatti il gigante delle infrastrutture australiano Macquarie era fortemente interessata a rilevarla". "Noi non abbiamo mai pagato nessuno: prenda i bilanci di Edizione e lo vedrà". "Ricordo solo un caso in cui nel marzo 2006 il consiglio di Atlantia approvò la proposta del management affinché la società facesse un finanziamento pubblico a tutti. Dall'anno successivo, con un nuovo management e una nuova governance, il fatto non si è mai più ripetuto".

A sostegno delle quotazioni di Atlantia ha giovato la valutazione di Morgan Stanley del titolo (rating "equal weight" e target price di 22 euro), ma è chiaro che l'ipotesi di poter in qualche modo mantenere il business anche se a fronte di ritorni inferiori a quelli garantiti dall'attuale concessione è migliore, per Atlantia, rispetto all'ipotesi di una lunga battaglia legale che scaturirebbe da un'eventuale risoluzione anticipata tout court della concessione. "Per un confronto serve un clima costruttivo", dice Benetton.

"Salvini ci ha definiti senza cuore?".

Dopo aver risposto alle accuse di favoritismi dai governi di centrosinistra, Benetton dalle colonne del Corriere replica anche al "senza cuore" di Matteo Salvini: "Dispiace molto, ma io credo che Salvini conosca gli imprenditori e sappia quello che c'è nei loro cuori". "Oggi questo mi sembra sia diventato un tema politico e quindi al di fuori di ciò di cui mi occupo".

Come dovremmo chiamare infatti un azionista di lunghissimo termine che assume un rischio di impresa con una solida visione di economia reale che implica investimenti, creazione di lavoro, creazione di valore per tutti: parliamo di imprenditori o di "prenditori"? "Abertis è il frutto della volontà di costruire un campione italiano capace di competere nel mondo, nelle autostrade, negli aeroporti e in altre infrastrutture". A chi si chiede cosa spinge chi è già soddisfatto a continuare Bennetton ammette che "si, avremmo potuto fermarci molto tempo fa, goderci la vita con quello che avevamo creato".

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