Mercoledì, 17 Ottobre, 2018

Ordini medici, no rinvio obbligo vaccini per la scuola

Vaccini, appello dei medici al Parlamento Caso vaccini, Arru: "Non cancellare l'obbligo". L'ordine dei medici: "No al rinvio"
Machelli Zaccheo | 08 Agosto, 2018, 17:53

Nel dibattito è intervenuto anche l'assessore alla Sanità della Regione Sardegna Luigi Arru, che su Twitter scrive: "Favorevole al mantenimento dell'obbligo vaccinale come assessore ma sopratutto come pediatra/ematologo; vaccini più importante scoperta storia medicina, più sicura; non dimentichiamo persone conosciute colpite poliomielite, morbillo, varicella, epatite".

E chissà se prima o poi, dopo la rivolta dei medici sui vaccini, un economista pentastellato, in un rigurgito di dignità, non ammetta pubblicamente che reddito di cittadinanza e flat tax sono inconciliabili. È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne. "Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la sanità non è competenza esclusiva dello Stato". Lo afferma Antonio Saitta, assessore alla Sanità della Regione Piemonte e Coordinatore della Commissione Salute della conferenza delle Regioni, che, interpellato dall'ANSA, rinnova l'invito al ministro Grillo ad ascoltare le Regioni.

Continuano le polemiche sul caso vaccini, dopo l'approvazione al Senato di un emendamento del decreto Milleproroghe che prevede il rinvio all'anno scolastico 2019-2020 dell'obbligatorietà per l'iscrizione dei bambini alla scuola dell'infanzia.

Nel frattempo, più di 22.000 firme per chiedere di "superare rapidamente l'obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0-6 anni dai servizi per la prima infanzia", verranno consegnate martedì 7 agosto alla ministra della Salute da due comitati spontanei nati rispettivamente in Trentino e in Alto Adige.

La posizione della ministro Grillo e dei senatori Fattori e Trizzino a favore dell'obbligo vaccinale fa scoppiare le contraddizioni dei pentastellati per le clamorose marce indietro su Articolo 18, Tav, Tap, voucher. Un tema, quello dei vaccini, che comunque segnala anche grande caos sotto il cielo estivo: perché se il milleproproghe non viene approvato in tempo, si torna all'autocertificazione. Consentono di ridurre le malattie gravi e mortali e, in alcuni casi, addirittura di eliminarle. Gloria Saccani Jotti, deputata di Forza Italia, sostiene che "introdurre un significativo intervallo di tempo tra l'abolizione della norma di legge esistente che, oggettivamente, ha gia' determinato un significativo miglioramento della copertura vaccinale e quindi dello stato di salute della popolazione e nuove norme ancora da definire per quanto riguarda la loro l'efficacia, significa ignorare il sovraordinato dettato costituzionale secondo il quale la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed interesse della collettività". "Vogliamo essere sentiti, serve una intesa con le Regioni". La linea pro-vax è sostenuta anche da altre Regioni: la presidente dell'Umbria, Catiuscia Marini, annuncia che la Regione si doterà di una propria legge mantenendo l'obbligo della certificazione vaccinale per l'iscrizione a tutte le scuole. Come rappresentante del Governo faccio presente ancora una volta, sperando di non dovermi ripetere, che farò di tutto per la promozione attiva delle vaccinazioni... "Ossia uno strumento razionale e di buon senso che contempera il diritto alla salute collettiva e individuale". Insieme al ministro dell'Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l'adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale. "In questo modo dando la priorità a chi non può scegliere rispetto a chi può scegliere di vaccinarsi e decide comunque di non farlo", ha aggiunto la titolare del dicastero. "Il governo fermi questa decisione folle e non faccia propaganda anche sulla pelle dei bambini", l'appello del segretario dem Maurizio Martina, che annuncia "massima mobilitazione dentro e fuori il Parlamento".

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