Lunedi, 20 Agosto, 2018

Venezuela. Ucciso imprenditore italiano, era stato sequestrato

Venezuela, ucciso imprenditore italiano durante un tentativo di sequestro Venezuela, rapito e ammazzato imprenditore italiano/ Ultime notizie, ucciso proprietario di magazzini Nestlè
Evangelisti Maggiorino | 04 Agosto, 2018, 13:29

Continuano i delitti sanguinari perpetrati a danno di dirigenti, manager e imprenditori italiani nei paesi Sudamericani.

A intervenire anche il presidente della Provincia di Campobasso Antonio Battista, che ha espresso le condoglianze ai familiari di Elio Simonelli. La notizia arriva da Caracas.

L'Associazione AUSER Padre Giuseppe Tedeschi insieme ai volontari del Comitato Molise Pro-Venezuela e sentite le rappresentanze italo-venezuelane dell'Abruzzo, del Lazio, della Sicilia, della Toscana e della Campania, esprime il proprio cordoglio alla famiglia Simonelli, alla numerosa comunità molisana di Maracay e alla comunità di Toro tra le più attive nel promuovere iniziative di solidarietà tese ad agevolare il rientro dei nostri corregionali dal Venezuela, auspicando che chi è a rischio non venga lasciato solo dallo Stato Italiano. A riferirlo è il quotidiano "El Siglo".

L'imprenditore di 45 anni, è stato sequestrato da un gruppo di uomini armati mentre viaggiava sulla Avenida Fuerzas Armadas di Maracay. Probabilmente la banda avrebbe richiesto un riscatto, consapevole delle ingenti possibilità dell'italiano. Lo riferisce il quotidiano El Universal, spiegando che gli autori dell'omicicio sarebbero stati già individuati dalla polizia. A riferirlo è la stampa locale. Poi Elio Simonelli Datellis è riuscito a chiamarlo al cellulare, facendolo cadere a terra e lasciandolo acceso, così suo fratello si è reso conto che c'era in atto il rapimento e si è lanciato all'inseguimento del furgone. Una volta raggiunto il suv, gli agenti hanno infatti trovato all'interno l'uomo morto per le ferite subite. Intercettato nei pressi dell'entrata, i rapitori lo avevano fatto salire nel vano posteriore del camion in loro possesso, iniziando poi la loro fuga per le vie della città venendo però immediatamente notati dal fratello della vittima che, anche grazie a una telefonata fatta partire dal rapito di nascosto dall'interno del camion, ha potuto dare l'allarme mettendosi poi lui stesso all'inseguimento del camion presso Avenidas Aéreas.

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