Domenica, 21 Ottobre, 2018

Decreto Dignità, testo e novità approvate dalla Camera

Dl Dignità passa l'esame alla Camera. Ora'sfida finale al Senato ipotesi fiduciaAltro Dl Dignità passa l'esame alla Camera. Ora'sfida finale al Senato ipotesi fiduciaAltro
Esposti Saturniano | 03 Agosto, 2018, 19:57

Si tratta del primo vero provvedimento del governo guidato da Giuseppe Conte, voluto dal ministro del Lavoro e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio.

Non c'è nulla di ideologico nelle parole dei datori di lavoro, quando dicono che in uno scenario economico globale ancora molto incerto (e con la delicatissima partita della Guerra dei Dazi, che non si capisce ancora quanti effetti negativi produrrà, come ha ben scritto Roberto Antonietti su queste colonne), l'irrigidimento delle regole sul mercato del lavoro sarà un problema per le imprese e un boomerang per i lavoratori. Sono diverse le modifiche approvate alla Camera rispetto al testo originario, a partire dai voucher per gli alberghi, per arrivare al bonus assunzioni per gli under 35. Prevista, inoltre, anche l'esenzione per le famiglie dall'aggravio sui contratti per colf e badanti.

I punti principali del decreto approvato a inizio luglio sono la riduzione da 36 a 24 mesi della durata massima dei contratti a termine, la reintroduzione delle causali dopo i primi 12 mesi, le misure contro le delocalizzazioni delle imprese, la stretta sui giochi, e nel capitolo fiscale l'esclusione dallo split payment dei professionisti.

Contratti, bonus under 35 e soglia del 30%

. Dunque, 62mila nel biennio. Confermate infatti le sanzioni da 2 a 4 volte i benefici ottenuti da aziende che andranno via dall'Italia prima dei 5 anni dal ricevimento del beneficio pubblico. Finora il tetto era del 20% per quelli a tempo e un altro 20% per quelli di somministrazione.

SENZA CAUSALI CONTRATTO DIVENTA INDETERMINATO Se non vengono indicate le causali, dopo 12 mesi il contratto a tempo determinato si trasforma automaticamente in contratto a tempo indeterminato. Un giro di vite che viene tuttavia rimandato a fine estate e che non riguarda i contratti in essere, fino al 31 ottobre rinnovi e proroghe sottostanno alle regole attualmente vigenti. La misura ha avuto l'approvazione dell'aula di Montecitorio all'unanimità, dopo la riformulazione dei relatori, che hanno accolto differenti proposte avanzate dalle varie forze politiche.

Tornano i buoni lavoro, ma potranno essere utilizzati dalle aziende agricole, "alberghiere e delle strutture ricettive che operano nel settore del turismo" e che "hanno alle dipendenze fino a 8 lavoratori".

La comunicazione potrà riguardare una prestazione per un arco temporale fino a 10 giorni anzichè 3.

L'opposizione chiedeva di esentare dal divieto di pubblicità sancito dall'articolo 9 le case da gioco autorizzate, ma l'emendamento è stato poi respinto: "Non consentire neanche questo emendamento che è di una banalità assoluta, di una logicità reale e di aiuto a questi lavoratori che stanno soffrendo di una grande crisi del comparto, credo che voglia dire per davvero che, al di là della facciata, di là della volontà di cercare di aprirsi al dialogo, quello che è certo è che voi non avete alcuna volontà di starci a sentire, che avete un'idea chiara di come disegnare il futuro della nostra Italia ma che su questa idea chiara noi non ci staremo e non ci saremo e continueremo a fare un'opposizione seria". La sanzione sale dal 5% al 20% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e non potrà essere inferiore a 50.000 euro. Gli apparecchi non omologati dovranno essere eliminati entro il 2020. Sui biglietti dei gratta e vinci d'ora in poi apparirà anche l'avviso "nuoce gravemente alla salute", esattamente come accade con le sigarette.

Il testo del disegno di legge di conversione del Decreto Dignità passa quindi l'esame della Camera con 312 voti favorevoli, 192 no e 1 astenuto.

Per le aziende titolari di un credito nei confronti della Pubblica amministrazione sarà possibile effettuare una "compensazione" con i debiti contratti con lo Stato. Eliminato il limite di 36 mesi per i precari. Nel decreto le norme per la tutela dei lavoratori. Per esempio riguardo gli insegnanti: a giugno 2019 assisteremo a un mese tremendo dove in migliaia verranno espulsi dalla scuola.

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