Lunedi, 22 Ottobre, 2018

Nave italiana riporta migranti a Tripoli, l’armatore: "Operazione coordinata dalla Libia"

Nave italiana soccorre i migranti e li riporta in Libia: "Nave italiana ha riportato migranti in Libia"
Evangelisti Maggiorino | 02 Agosto, 2018, 23:10

Salvini, "fake news delle ong" ed elogia il "salvataggio della Guardia costiera libica di 611 migranti". Intanto il portavoce dell'Unhcr ha detto che sta raccogliendo più informazioni possibili sul caso. Senza dimenticare l'aspetto che a questi migranti è stata negata la possibilità di chiedere asilo politico, cosa questa che costituisce violazione degli accordi di Ginevra sui soccorsi in mare. Non lo ha fatto, ma la responsabilità primaria rimane di chi ha dato l'indicazione di andare in Libia.

Salvini finge di ignorare le denunce delle associazioni umanitarie internazionali concordi nel definire i campi di concentramento dove, in Libia, vengono rinchiusi i migranti, dei lager simili a quelli nazisti. "Avanti così", conclude il sottosegretario agli affari esteri Manlio di Stefano.

Lunedì la nave italiana "Asso 28" ha salvato un centinaio di migranti e li ha riportati in Libia.

"Non sappiamo ancora se questa operazione è avvenuta su indicazione della Guardia Costiera Italiana, ma se così fosse si tratterebbe di un precedente gravissimo, un vero e proprio respingimento collettivo di cui l'Italia e il comandante della nave risponderanno davanti ad un tribunale". Lo dice Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italia, da giorni a bordo della nave Open Arms.

Secondo Fratoianni e alcune ONG che operano nel Mediterraneo, questo sarebbe un fatto senza precedenti e in violazione con il diritto internazionale, il quale garantisce il diritto d'asilo e che non riconosce la Libia come un porto sicuro. Di questo abbiamo le prove.

La Augusta fa sapere che alle 14.30 del 30 luglio Asso Ventotto si trovava nei pressi della piattaforma petrolifera Sabratah, gestita in joint venture tra Eni e la libica Noc. Una barca che presta soccorso dopo aver recuperato un carico di migranti si è diretta verso Tripoli per far sbarcare i naufraghi in territorio libico.

"Le attività di soccorso si sono svolte sotto il coordinamento della Guardia Costiera libica che ha gestito l'intera operazione", dichiarano a TPI dalla Guardia Costiera Italiana.

L'Italia rischia di essere condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per aver riportato in Libia 108 migranti recuperate a bordo di un gommone. Nelle acque Sar libiche interviene infatti il Centro di Tripoli e la Guardia costiera italiana, tutte le volte che riceve segnalazioni, le invia all'organismo libico, autorità competente sulla propria zona Sar e che assume il coordinamento dei soccorsi.

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