Domenica, 16 Dicembre, 2018

Tregua commerciale tra Usa e Ue, accordo per ridurre dazi a zero

Yves Herman  Reuters Yves Herman Reuters
Esposti Saturniano | 29 Luglio, 2018, 20:27

"È stato un gran giorno per gli scambi commerciali liberi ed equi!". Eppure la vigilia era stata densa di nubi.

'Se twittasse meno sarebbe davvero meglio ma non si può' negare che questo presidente sta facendo molto di quello che ha promesso in campagna elettorale': così a Miami un gruppo di amici e qualche americano in vacanza, certo non di fede repubblicana, di fronte alla televisione nel corso della conferenza stampa di Donald Trump che annuncia i sorprendenti risultati economici americani. A guardare i numeri si scopre che tra gennaio e maggio 2018 il 95% delle auto Volvo vendute negli States sono made in Ue, per la Daimler la percentuale è del 74%, per Bmw il 69%, per Volkswagen, prima casa automobilistica europea per vendite negli Usa, il 54%. Arriva nella capitale americana pochi giorni dopo la visita del Presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker.

Del resto Bruxelles non resta con le mani in mano. "Già oggi, gli Stati Uniti e l'Unione europea hanno un rapporto commerciale bilaterale da 1 trilione di dollari, il più grande rapporto economico nel mondo", hanno aggiunto spiegando di volere "lavorare insieme" per l'obiettivo di zero tariffe, zero barriere e zero sussidi per beni industriali non auto ma anche per "ridurre gli ostacoli e aumentare il commercio di servizi, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, prodotti medici e soia", nonché per "rafforzare la nostra cooperazione strategica in materia di energia".

Soddisfatto anche il presidente della Commissione Ue: "Il punto è che Stati Uniti e Europa devono cooperare su questioni di interesse comune". Se sara' davvero tregua e persino pace lo si vedra' nelle prossime settimane, anche perche' nel confronto tra la dottrina protezionista dell'America First e i valori del globalismo e del multilateralismo incarnati dall'Unione europea si inseriscono dinamiche del tutto politiche. Con Trump che in vista delle elezioni in Congresso del prossimo novembre - secondo molti osservatori - potrebbe convincersi che la linea dura e nazionalista paghi di piu' per sostenere i repubblicani.

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