Lunedi, 20 Agosto, 2018

Marchionne scompare. Finisce un'epoca per il mondo dell'industria automobilistica

F1, addio a Sergio Marchionne. Aveva 66 anni Marchionne, l'uomo dalla mente e dal cuore aperti
Esposti Saturniano | 27 Luglio, 2018, 15:42

"E invece è accaduto il peggio". E non a caso dello studio della filosofia amava dire che non era stato il meno importante. Aveva persino fissato una riunione che avrebbe dovuto tenersi in questi giorni. "A volte penso che se non fossero andati in Svizzera, forse sarebbe andata diversamente".

Sono gli anni del difficile percorso di risanamento, portato avanti con il rilancio di marchi storici dell'azienda e preliminare di quello che viene definito il "capolavoro" della sua carriera: il successo del percorso che porterà Fiat tra il 2009 e il 2014 - e tra momenti burrascosi, come il duro scontro sulle condizioni per gli investimenti a Pomigliano e a Mirafiori e l'uscita da Confindustria - a detenere il 100% del capitale di Chrysler, premessa per la nascita del nuovo gruppo Fiat Chrysler Automobiles (Fca), settimo gruppo mondiale del settore che mette insieme alcuni tra i marchi più prestigiosi del 900, da Ferrari a Jeep. "Non si può ridurre tutto in poche parole - afferma -". Non ha fatto in tempo, ma il futuro lo ha tracciato con l'annuncio del primo suv e di una supercar elettrica. Non c'era nulla di mondano in lui. La notizia è sulle prima pagine dei giornali del mondo, che gli riconoscono di aver salvato la Fiat e la Chrysler e, quindi, migliaia di posti di lavoro, che vuol dire la vita di tante famiglie. Tuttavia, nel corso della giornata di ieri 23 luglio, c'è già chi lo ha dato per morto.

Stando a quanto riporta il Corriere della Sera, Marchionne si è presentato in clinica a Zurigo lo scorso 28 giugno sfinito fisicamente.

Il figlio Giuseppe, zio di Sergio Marchionne, viene purtroppo fucilato dai tedeschi come disertore mentre la madre, istriana di origine, fugge per raggiungere il padre vivendo come esuli in Italia. La sua straordinaria leadership, il suo candore e la sua passione per l'industria mancheranno a tutti coloro che lo hanno conosciuto. Domenica era stato dichiarato in condizioni irreversibili. Insomma, mi sembrava che avesse un tratto non solo da manager, ma anche che tenesse conto delle persone che lavoravano lì e che lo salutavano. "Tuttavia quando seppi che era soltanto un 'intervento alla spalla' sperai". Il suo fisico si era asciugato e lui era affaticato e respirava con molta fatica. Ciò non gli ha impedito di essere sempre in movimento, "in viaggio da una parte all'altra del mondo".

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