Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Di Maio contro l'emendamento del Pd al decreto Dignità

Luigi Di Maio e Maurizio Martina Luigi Di Maio e Maurizio Martina
Esposti Saturniano | 27 Luglio, 2018, 01:11

Il riferimento è all'emendamento per "sopprimere l'articolo del decreto dignità che aumenta i risarcimenti per i lavoratori che vengono licenziati ingiustamente".

"Il loro emendamento - prosegue Di Maio in un post - non servirà a nulla perché finalmente ormai sono minoranza, ma il segretario del Pd potrebbe spiegare a tutti perché un partito di 'sinistra' si schiera contro il riconoscimento di maggiori diritti a chi lavora?" Il Decreto Dignità ha iniziato il suo difficile percorso parlamentare con molte proposte di modifica presentate dall'opposizione che non hanno passato il vaglio delle commissioni Finanza e Lavoro e che si apprestano a votarlo.

Il testo del decreto porta, in caso di licenziamento illegittimo, le mensilità minime di risarcimento da 4 a 6 e quelle massime da 24 a 36. "Come si può essere contrari a una norma che dà un giusto indennizzo ai lavoratori che subiscono degli abusi?".

Nel frattempo, parlando ai giornalisti durante la visita all'azienda A.A.T. Oranfresh - Agroindustry Advanced Technologies SpA di Catania, Di Maio ha spiegato di aver "pronto un emendamento sui voucher e credo che nascerà un Decreto dignità 2.0 e lo potenzieremo perché abbiamo fatto una serie di interventi: il primo è quello relativo agli sgravi per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani, soprattutto nel Sud Italia".

È nota invece la contrarietà al decreto, che per i dem (forti delle stime INPS) aumenterà la disoccupazione e avrà un effetto deterrente sulle nuove assunzioni.

Siamo evidentemente di fronte a un arroccamento intorno alle posizioni contenute nel Jobs Act, che i democratici continuano a valutare positivamente rivendicandone gli effetti positivi sul versante occupazionale e respingendo al mittente le accuse di aver aumentato la precarizzazione delle esistenze, di aver spostato ulteriormente l'asse della contrattazione e di aver determinato la definitiva scollatura fra i lavoratori e il partito che storicamente li ha rappresentati. La nostra proposta complessiva è opposta: "abbassiamo il costo del lavoro stabile e poi possiamo anche aumentare le indennità di licenziamento".

Il Pd propone quindi di innalzare le mensilità in caso di procedura di conciliazione, portandole da un minimo di 3 a un massimo di 27.

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