Martedì, 13 Novembre, 2018

Legge di Bilancio: anticipazioni Salvini e Tria

Tria “chiude i rubinetti” al Governo: “Sì al programma ma nei limiti”. Irritazione M5S Tria avverte: se crescita rallenta sarà difficile applicare misure in programma governo
Esposti Saturniano | 26 Luglio, 2018, 20:11

"Per l'Italia questo G20 è stata l'occasione per spiegare agli altri Paesi quali sono le intenzioni del governo e cioè la volontà di applicare il programma di governo mantenendosi entro quei limiti di bilancio che sono necessari per conservare la fiducia dei mercati finanziari e, quindi, evitare l'instabilità finanziaria che potrebbe danneggiare sia la nostra crescita sia rendere oneroso il costo del nostro debito".

Parole che il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commenta così in una intervista al 'Corsera': "Ci hanno eletti per cambiare, se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni avrebbero votato in modo diverso. Il ministro Tria giustamente dice che va fatta nell'ambito delle disponibilità di bilancio, ma noi ancora dobbiamo iniziare a determinare questa disponibilità".

Al momento nel Governo sembra tornato il sereno dopo la burrasca dei giorni scorsi, anche se ci sarebbero forti malumori in casa Lega per l'esito delle nomine e soprattutto per ciò che riguarda Cassa Depositi e Prestiti e la direzione generale del Tesoro. "Sono aumentati i rischi al ribasso sulla crescita e se la crescita rallenta è ovvio che le manovre economiche sono più complicate", ha detto Tria aggiungendo che di fronte a un rallentamento "non si faranno manovre pro-cicliche". "Già da quest'anno ci dovranno essere segnali concreti a prescindere dalla situazione economica internazionale su lavoro, tasse, pensioni ed Equitalia". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio a margine dell'incontro con gli ambasciatori del G20 in Italia. Con riferimento all'equilibrio dei conti pubblici, Tria ha spiegato che l'esecutivo ha avviato con la Commissione europea "un dialogo" finalizzato a "fissare un deficit programmatico coerente con l'obiettivo di contrastare, per quanto possibile, il rallentamento dell'economia".

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