Sabato, 18 Agosto, 2018

Elena Santarelli, perché ha parlato della malattia del figlio su Instagram

Elena Santarelli – Fonte Instagram Elena Santarelli – Fonte Instagram
Deangelis Cassiopea | 13 Luglio, 2018, 21:24

Quando un follower le ha chiesto perché rendesse pubblica la vicenda del figlio, sottolineando come non gli sembri giusto nei confronti del bambino, lei ha replicato: "Questo è quello che pensi te e che io non condivido". "La cosa peggiore è che non ero presente alla risonanza", racconta Elena al quotidiano di Via Solferino, spiegando che era appena stata operata all'anca e che quindi fu il marito Bernardo Corardi ad accompagnare Giacomo alla visita in ospedale. Quando mio marito è tornato a casa, gliel'ho letto in faccia. Esasperata dalla delicata situazione, già qualche tempo fa aveva risposto per le rime ai detrattori: "Sì, mio figlio ha un tumore, ma lo stiamo curando". I bimbi sono astuti, ho capito che dovevo farmi la piega, mettere il solito rossetto, anche se mi sentivo giudicata, in ospedale, col rossetto.

Infine sulle condizioni attuali di Giacomo, la Santarelli spiega: "La malattia non l'ha cambiato molto, ha solo perso i capelli. Ho passato la notte su Internet a cercare le parole del referto e a chiamare amici che conoscevano medici".

È la prima volta che racconta la loro battaglia a un giornale, ma il suo obiettivo è ben preciso: dare speranza a chi, diversamente da loro, non ce l'ha. Ha sempre cercato di non trattare il piccolo, 9 anni tra pochi giorni, da malato: non ha mai pianto davanti a lui, per esempio, e ha imparato a comportarsi "come se niente fosse".

"I primi giorni, stavo come una scappata di casa e non è da me".

Quindi, l'insperata forza per andare avanti, e provare a risalire la china: "Ricordo solo io che mi ripetevo: tuo figlio ha un tumore". Parla per chiedere aiuto per la Onlus Heal, e perché "non è detto che un tumore annienti la vita". Ogni caso è diverso, ma mio figlio corre, mangia, ride, ha una vita normale al 60-80 per cento. "Quando mio figlio dice che è più veloce di me ad asciugarsi i capelli, penso che, se scherza, abbiamo fatto centro". Di certo, però, non sono mancate le giornate di sconforto, quelle in cui la paura e i pensieri più terribili hanno preso il sopravvento su tutto: "Il momento più brutto è stato quando, di notte, con la torcia, andavo a raccogliere i capelli di Giacomo dal cuscino, per non farglieli trovare al mattino. Quei momenti erano una pugnalata".

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