Domenica, 18 Novembre, 2018

Pensioni, spunta l'ipotesi di un contributo di solidarietà

Simona Granati- Corbis via Getty Images Simona Granati- Corbis via Getty Images
Esposti Saturniano | 12 Luglio, 2018, 00:34

Ma anche se, come sembra ormai orientato a fare Luigi Di Maio, il tetto scendesse a 4.000 euro netti, si otterrebbero 180-200 milioni. Ma per la prima pare ci siano tempi duri. Quello che già viene definito un "contributo di solidarietà", che dovrebbe essere il grimaldello, per mettere le mani in tasca a chi, come i pensionati, da lungo tempo, attendono un aumento delle loro misere pensioni, già erose, periodicamente, per ritenute varie. Un po' di più, 180 milioni, se il taglio del ricalcolo si abbattesse sugli assegni oltre i 4mila euro netti. E, pur essendo di gran lunga inferiore (Brambilla ipotizza uno 0,35% di partenza sulle pensioni più basse, per poi procedere in modo proporzionale) contribuirebbe a generare un gettito che permetterebbe al governo di avere per i prossimi quattro-cinque anni le risorse necessarie ad affrontare le principali emergenze legate al welfare: l'invecchiamento della popolazione e la disoccupazione delle fasce più a rischio, senza pesare ulteriormente sul debito pubblico che va invece ridotto.

A cosa servirà il contributo di solidarietà? .

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Le parti sindacali avvertono il Governo su fughe solitarie in avanti. Ciò nonostante, prosegue la nota, "siamo pronti a confrontarci con il governo ma diciamo fin da ora che siamo assolutamente indisponibili a ragionare su interventi che avrebbero come unico fine quello di fare cassa con le pensioni". Negli ultimi mesi si era fatta largo una proposta, la cosiddetta quota 41, ovvero la possibilità di andare in pensione, indipendentemente dall'età anagrafica, al raggiungimento dei 41 anni di contributi.

Intanto, sul fronte pensioni d'oro, il vicepremier Luigi Di Maio ha annunciato importanti novità: "Questa settimana alla Commissione Lavoro del Senato calendarizzeremo la proposta di legge sul taglio delle pensioni d'oro: chi prende pensioni sopra ai 4-5 mila euro prenderà l'assegno solo in proporzione ai soldi che ha versato". Le modalità andrebbero contrattate con i sindacati, e questo, sostiene Brambilla, permetterebbe anche di superare l'Ape sociale, perché i più deboli verrebbero tutelati quasi caso per caso. Al di là del merito e delle diverse sensibilità, si tratterebbe di una nuova tassa sui pensionati. Una cifra non sostenibile al momento, tanto che si stanno pensando a dei correttivi. "La differenza sta tutta qui, tra la propaganda e la realtà". "Tanti i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere".

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