Martedì, 25 Settembre, 2018

Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

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Esposti Saturniano | 11 Luglio, 2018, 00:25

Il ministro degli Affari Europei Paolo Savona cita Dahrendorf quando scrisse, dopo la caduta del muro di Berlino, il libro '1989, Suggerimenti a un amico polacco', per mettere in guardia "contro tutti i sistemi che finiscono in 'ismo': Comunismo, socialismo, capitalismo e anche l'europeismo che è diventato un'ideologia". Prima volevo che la mia azione godesse della legittimazione democratica.

Uscire dall'euro "si può". "La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza". Ed ecco un accennano al Piano B di uscita dall'euro: "Mi dicono: 'tu vuoi uscire dall'euro?' Badate che noi potremmo ritrovarci nella situazione in cui sono altri a decidere". In particolare il ministro ha detto che l'istituto di Francoforte deve avere "pieni compiti e poteri sul cambio", per evitare che la crescita economica venga determinata da fatti e decisioni esterni all'Eurozona. Savona ha quindi annunciato che vedrà oggi il governatore della Bce, Mario Draghi. "Una delle mie case, Banca d'Italia - ha aggiunto - mi ha insegnato a essere pronti non ad affrontare la normalità ma il cigno nero, lo choc straordinario". Per Savona l'ideale per l'Europa "è muovere verso l'unione politica" ed è urgente la creazione di una scuola di istruzione comune europea. In sintesi la banca centrale europea, secondo il governo italiano, dovrebbe avere uno statuto simile a quello delle altre principali banche centrali.

"Il prestigio del governo sul rilancio degli investimenti Sul fronte interno, Savona è convinto che rilanciare gli investimenti per una crescita del Pil" è "tecnicamente possibile" e il "prestigio" del governo si gioca sul fatto che si riesca a rilanciare gli investimenti, anche tenendo conto del fatto che esiste "un risparmio interno inutilizzato". Lo ha fatto ricorrendo ad una metafora quella del "Cigno nero", termine con cui in finanza si definiscono eventi macroscopici che hanno avuto effetti rilevanti sulle economie.

"Quanto al programma di governo il ministro ha spiegato che le dichiarazioni" su euro e Unione europea "hanno rasserenato il mercato, ma lo spread non scende perché il nostro debito pubblico resta esposto ad attacchi speculativi". "Lo spread - ha aggiunto Savona - resta elevato perché gli operatori attendono di conoscere come il governo intende realizzare i provvedimenti promessi all'elettorato, soprattutto reddito di cittadinanza, flat tax e revisione della legge Fornero".

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