Mercoledì, 21 Novembre, 2018

Brexit, scontro nel governo May per un'uscita "soft": si dimette un ministro

Il ministro per la Brexit David Davis Il ministro per la Brexit David Davis
Evangelisti Maggiorino | 10 Luglio, 2018, 13:28

"Il sogno sta morendo, soffocato da un'inutile insicurezza", ha scritto alla May nella lettera di dimissioni. "Questo pomeriggio, il primo ministro ha accettato le dimissioni di Boris Johnson in qualità di ministro degli Esteri".

Johnson denuncia senza giri di parole la svolta negoziale più soft imposta dalla premier e tuona: così ci avviamo ad assumere "lo status di una colonia dell'Ue". La sua scelta è interpretata come un tentativo della May di salvare - attraverso l'ennesimo mini rimpasto - la propria poltrona e i sempre più fragili equilibri interni al governo e al Partito Conservatore, diviso tra "falchi" euroscettici e "moderati".

Sia il ministro per la Brexit David Davis sia il ministro degli Esteri Boris Johnson si sono dimessi. Una mossa motivata dall'approccio soft del primo ministro sulla Brexit, che era stato sancito venerdì scorso dal documento firmato al termine del consiglio dei ministri. La premier, che stamane avrebbe dovuto illustrare al Parlamento la nuova strategia del Governo nei negoziati con la Ue, ha nominato un nuovo ministro responsabile di Brexit: Dominic Raab, grande sostenitore di Brexit. Il leader Jeremy Corbyn ha detto che il governo di Theresa May è sprofondato "nel caos", è "incapace di raggiungere un accordo" con l'Ue e deve "cedere il passo a chi è capace". E ora, in pieno effetto domino, anche il ministro per gli Esteri Boris Johnson ha lasciato il suo incarico.

Se sembra in bilico il governo May, per gli investitori il punto cruciale non è se il partito dei Conservatori resisterà o meno, quanto piuttosto il tipo di Brexit che sarà concordato, come sottolinea Viraj Patel, analista di Ing. Dal fronte dei 'brexititeers', plausi al gesto "coraggioso e da uomo di principi" di Davis arrivano a tamburo battente da deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith, mentre molti osservatori danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. "Il Partito Conservatore è ormai nel caos", ha commentato fra gli altri il presidente del consiglio nazionale del Labour, Ian Lavery.

Altre Notizie