Sabato, 17 Novembre, 2018

Alluvione in Giappone: almeno 100 morti. Le case automobilistiche bloccano le produzioni

Evangelisti Maggiorino | 09 Luglio, 2018, 21:40

Le piogge torrenziali, con conseguenti terribili inondazioni, hanno colpito il sud-ovest del Giappone nella giornata di sabato. Al lavoro 54.000 persone tra soldati, poliziotti, pompieri, con l'ausilio di 41 elicotteri. Gli ordini di evacuazione hanno riguardato un totale di 5,9 milioni residenti in 19 prefetture, con 30mila persone costrette a pernottare nei centri di accoglienza da domenica. Il portavoce del governo giapponese Yoshihide Suga ha confermato che 87 persone sono morte, mentre altre tredici non davano segni di vita al momento del ritrovamento. Una delle città più colpite è Kurashiki, dove sette persone sono state trovate morte stamani e oltre mille rimangono ancora intrappolate in edifici e abitazioni. Nel distretto di Mabicho circa 1.200 ettari di terreno risultavano sommersi dall'acqua, con 4.600 case completamente inondate.

Intanto il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha cancellato i suoi viaggi in Europa e Medioriente previsti per i prossimi giorni e presto visiterà le zone colpite dalle alluvioni.

Il prossimo obiettivo del tifone Maria potrebbe essere la Cina e in particolare Shanghai nelle prossime ore, anche se pare perderà molta della sua forza prima di raggiungere lo Stato cinese. I dirigenti della Daihatsu hanno deciso lo stop nelle catene di assemblaggio dei veicoli in quattro prefetture - incluse quelle di Kyoto e Osaka - a causa delle difficoltà nel reperire i pezzi di ricambio. Lo ha riferito il segretario generale del Partito Liberal-democratico Toshihiro Nikai, partito di cui fa parte lo stesso Abe. I soccorsi sono impegnati 24 ore al giorno per individuare eventuali superstiti.

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