Domenica, 15 Luglio, 2018

Partono i dazi Usa contro la Cina, Pechino risponde: "Bullismo non serve"

Dazi la Cina risponde agli Usa e attacca Trump Bullismo economico La guerra commerciale è ufficialmente iniziata
Evangelisti Maggiorino | 09 Luglio, 2018, 12:28

"Per sostenere l'aumento del consumo di carne con i propri allevamenti la Cina - precisa la Coldiretti - è il principale acquirente mondiale della soia, ma con lo scattare del dazio aggiuntivo del 25% nei confronti degli Stati Uniti ha fatto cambiare le fonti di approvvigionamento a favore del Brasile". La Cina importa annualmente dagli USA 270.000 tra auto e veicoli commerciali leggeri, per un valore di 11 miliardi di dollari. "Le guerre commerciali sono cattive e non facili da vincere".

Trump ha spiegato che a questa cifra si potrebbe arrivare nel caso in cui Pechino dovesse reagire al provvedimento americano.

Nella lista pubblicata dagli Stati Uniti con i prodotti cinesi sui quali applicare i dazi, ci sono oltre 20 miliardi di dollari di merci, pari al 59% del totale, prodotte da imprese straniere che operano in Cina.

L'inizio della guerra commerciale era previsto per le 12 di Pechino e così è stato. I nuovi dazi colpiscono 545 categorie per circa 34 miliardi di dollari, lo stesso valore delle merci cinesi colpite dai dazi Usa. Mosca ha stimato in 537,6 milioni di dollari l'impatto sugli esportatori russi di metalli dai dazi imposti da Washington, ma le contromisure riguarderebbero solo 87,6 milioni.

La Cina aveva già promesso che "sarebbe stata forzata a prendere le misure necessarie per difendere gli interessi base della nazione e del popolo".

La proposta di azzerare le tariffe per le automobili nel commercio transatlantico è stata affrontata anche dal Consiglio economico della Cdu, il partito di Angela Merkel.

Cita in particolare sei Stati (Alabama, Michigan, Pennsylvania, Carolina del Sud, Texas e Wisconsin), che hanno votato a favore di Donald Trump nelle ultime elezioni presidenziali del 2016.

"Probabilmente l'economia sta andando molto meglio rispetto al passato, prima di risolvere il problema degli accordi commerciali sleali con ciascun paese", ha affermato.

Si aprono dunque interessanti opportunità per le esportazioni di cibo Made in Italy nel paese asiatico, a partire dai prodotti lattiero caseari che nel 2017 hanno raggiunto il record delle vendite nel mondo, raggiungendo la quantità record di 412 milioni di chili e con una crescita a doppia cifra nella stessa Tigre asiatica.

L'esatto contrario del nervosismo dei mercati asiatici, dove le Borse di Shanghai (-0,91%) e Shenzhen (-2,20%), in profonda spirale ribassista, hanno scontato l'impossibilità di ricomporre le tensioni Usa-Cina.

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