Sabato, 17 Novembre, 2018

Premio Strega: vince Helena Janeczek e spiazza tutti

Helena Janeczek Helena Janeczek
Deangelis Cassiopea | 08 Luglio, 2018, 17:09

[App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, - Ladyblitz clicca qui -Cronaca Oggi, App on Google Play] E' la prima volta che l'editore Guanda si aggiudica il più ambito riconoscimento letterario. La protagonista di La ragazza con la Leica è Gerda Taro, fotografa tedesca morta a 26 anni durante la Guerra civile spagnola, nel 1937.

Janeczek ha superato di 52 preferenze Marco Balzano, con il suo "Resto qui".

Per la prima volta, novità assoluta, i cinque barman serviranno i cocktail orginali agli oltre 1000 partecipanti della 72esima edizione del premio Strega letterario che si terrà domani al museo nazionale etrusco di villa Giulia. "Ritratto di Natalia Ginzburg" e, infine, Lia Levi con "Questa sera è già domani".

La vincitrice è Helena Janeczek, scrittrice tedesca naturalizzata italiana, di origini familiari ebreo-polacche, guida anche la cinquina del Premio Strega Campiello. L'ultima ad aggiudicarselo, nell'ormai lontanissimo 2003, era stata Melania Mazzucco col suo Vita. "Vorrei che non passassero altri 15 anni dalla vittoria di un'altra donna".

Al Premio Strega trionfa Helena Janeczek. E dopo la vittoria al radiogiornale di Radio3 ha commentato: "Il mio libro è cosmopolita: sì ma non su chi viaggiava in prima classe". Storia di confine e violenza, Resto qui ha una voce narrante femminile e racconta un fatto vero ma dimenticato, una gigantesca catastrofe linguistica nel Sudtirolo. "Ho scelto di raccontare la vita di Gerda perché è il simbolo di una donna libera e indipendente, che ha creduto nelle sue convinzioni". Anche in questo libro, è racchiusa una lezione, che possiamo sintetizzare così: la storia d'Italia è, di nuovo, una storia complessa, sfaccettata, che racchiude ad esempio le alterne fortune e vicissitudini delle minoranze (linguistiche, come quella sudtirolese, ma non solo, pensiamo agli ebrei all'epoca delle leggi razziali, pensiamo ai popoli colonizzati di cui racconta Francesca Melandri in "Sangue giusto" ). "Mi hanno chiesto se volevo un bicchiere e io ho detto di no".

Se la vittoria di Janeczek era attesa non si può certo dire che sia ordinaria, anzi: segna un duplice, storico cambiamento per il prestigioso premio. Il primo grande successo arriva nel 1997 con "Lezioni di tenebra", un'opera autobiografica - con cui vince il Premio Berto e il Premio Bagutta Opera - nella quale la scrittrice affronta il tema di una madre che trasmette alla propria figlia ricordi segnati dalla deportazione ad Auschwitz. È invece storia intima di tre persone il libro di D'Amicis, "Il gioco"; troppo intima, forse, visto che il titolo è stato escluso dal concorso Strega Giovani e dunque sottratto alla lettura da parte degli studenti delle scuole selezionate.

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