Domenica, 09 Dicembre, 2018

Mondiali, incubo Obi Mikel: "Mio padre rapito prima di Nigeria-Argentina"

John Obi Mikel in posa con gli arbitri e Lionel Messi prima di Nigeria Argentina John Obi Mikel in posa con gli arbitri e Lionel Messi prima di Nigeria Argentina
Cacciopini Corbiniano | 06 Luglio, 2018, 17:28

Un dramma, ma a lieto fine, ha visto coinvolto Obi Mikel, centrocampista della Nigeria ed impegnato nei Mondiali che si stanno disputando in Russia. Il giocatore lo ha raccontato di recente al Guardian: per alcune ore lo aveva tenuto nascosto anche alla federazione nigeriana, obbedendo alle minacce dei sequestratori. "Non sapevo cosa fare, ma alla fine ho capito che non avrei potuto deludere 180 milioni di nigeriani". Obi Mikel, nonostante il trauma, sceglie di giocare: "Ho giocato mentre mio padre era nelle mani dei rapitori, ho dovuto sopprimere il trauma". Ho dovuto cacciare via il pensiero dalla mia testa e andare a rappresentare il mio Paese.

"Oggi si parla di mio padre, ma domani potrebbe essere chiunque altro, e questo lo rende inquietante", ha detto il calciatore alla Bbc. "Solo una ristretta cerchia di miei amici lo sapeva, né volevo discuterne con l'allenatore [Gernot Rohr] perché non volevo che il mio problema diventasse una distrazione per lui o per il resto della squadra prima di una partita così importante". Per quanto volessi parlarne con lui, non potevo. Non è la prima volta che il padre di Obi Mikel viene rapito, era già successo nel 2011.

E' stato rilasciato lunedì pomeriggio. Ringrazio le autorità per i loro sforzi nel salvarlo e il sostegno che ho ricevuto da amici e familiari. "Purtroppo, mio padre è ancora ricoverato in ospedale per le conseguenze delle torture che ha subito durante questi giorni tremendi".

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