Mercoledì, 19 Settembre, 2018

Raggiunto un accordo sui migranti tra Merkel e Seehofer

La Germania sull'orlo di una crisi di Governo. Seehofer boccia Merkel sui profughi
Evangelisti Maggiorino | 03 Luglio, 2018, 09:52

In Germania è ancora caos all'interno della coalizione di governo. Horst Seehofer, da tempo in accesa rivalità con la Cancelliera tedesca Angela Merkel sulla questione dei migranti, ha annunciato di aver presentato le sue dimissioni da ministro dell'Interno per evitare che la coalizione al potere collassi sulla vicenda dei richiedenti asilo dopo gli accordi giudicati da lui insoddisfacenti presi dalla Germania con l'Europa.

Per Seehofer si tratta di misure "non equivalenti" ai respingimenti al confine tedesco dei richiedenti asilo già registrati altrove, respingimenti che aveva minacciato di avviare se la leader della Cdu non fosse riuscita a trovare una valida soluzione alternativa a livello europeo entro fine giugno. Secondo quanto riporta la Bild, Seehofer avrebbe tenuto un discorso molto critico con la politica del governo della cancelliera, citando anche la morte della giovanissima Susanna, la 14enne stuprata e uccisa da un profugo iracheno. Un accordo definito "insufficiente", ma che Frau Merkel ha difeso in diretta tv, spiegando che "un accordo con Roma non era possibile" poiché "l'Italia vuole prima ottenere una riduzione dei migranti che arrivano sulle sue coste e ha l'impressione di essere stata a lungo abbandonata a se stessa". Venendo quindi meno l'appoggio della controparte bavarese, il partito della Merkel non avrebbe più i numeri per continuare a governare.

Dopo le forti pressioni ricevute dalla CSU, la settimana scorsa Angela Merkel aveva proposto un accordo piuttosto vago agli altri leader europei riuniti a Bruxelles, con l'impegno a costruire nuovi centri per i richiedenti asilo e a rendere più rigido il sistema dell'accoglienza in Germania. La cancelliera ha sottolineato che mettere ordine nei movimenti secondari, e rispettare lo spirito europeo, "è ed è sempre stato importante per me". Un accordo in extremis non è tuttavia da escludere del tutto.

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