Domenica, 15 Luglio, 2018

Che cosa significa la minaccia di veto di Conte al Vertice Ue

Migranti la mossa di Conte Migranti, stop di Conte ad adozione conclusioni
Evangelisti Maggiorino | 01 Luglio, 2018, 11:38

"E in Europa si possono creare anche centri di accoglienza nell'ambito degli stati membri ma solo su base volontaria", ha risposto ancora alla domanda se l'Italia li aprirà, ha risposto "è una decisione che ci riserveremo ovviamente al livello governativo in modo collegiale, direi che non siamo assolutamente invitati a farlo".

Può aver ragione il premier italiano Giuseppe Conte annunciando: "Sui migranti l'Italia non è più sola". Riferendosi al primo paragrafo delle conclusioni, Conte ha spiegato alla stampa che "è passato il principio che il tema della regolazione dell'emigrazione e della gestione dei flussi migratori deve essere affrontato secondo un un approccio più integrato, come avevamo richiesto, che riguardi sia la dimensione esterna, sia quella interna, sia il controllo delle frontiere".

"Le conclusioni del Consiglio europeo di questa notte sul tema dei migrati e richiedenti asilo - scrive Francesco Petrelli, portavoce di Concord Italia, la Confederazione delle ONG europee - al di là dei proclami cambiano poco o nulla in termini di efficacia e impatto se non per un aspetto: impedire con tutti i mezzi che le ONG svolgano il soccorso umanitario sulla rotta mediterranea salvando vite e garantendo l'accesso alla possibilità di richiedere la protezione internazionale".Ad una analisi dei principali risultati emerge che:1) - I Centri, non meglio qualificati, saranno aperti? Tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica. Ciò richiede un nuovo approccio basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri per lo sbarco di coloro che sono salvati nelle operazioni di ricerca e salvataggio. "Accettiamo la mutualizzazione dell'organizzazione e i finanziamenti europei" e infine ha concluso: "I centri di accoglienza nella Ue sono su base volontaria, vanno fatti nei paesi di primo ingresso, sta a loro dire se si candidano ad aprirli". Il documento, infatti, premette che l'immigrazione "è una sfida non solo di uno Stato membro, ma di tutta Europa nel suo insieme". La Francia avrebbe voluto pochi partecipanti e con più peso, la Germania ha puntato ad una struttura abnorme, 17 progetti per 25 paesi, linea poi passata. Per fortuna, credo che Conte e Moavero abbiano chiaro che gli alleati di cui abbiamo bisogno sono ben altri. Ciò che serviva al nostro Paese, in questo momento storico, era un sopporto nel fare il "lavoro duro" in merito all'accoglienza e ai controlli delle migliaia di anime che ogni anno si riversano dal Mediterraneo in Italia.

Se lo sono chiesti anche i ricercatori dell'Ispi che hanno prodotto un focus dal titolo, "Migranti: Una bussola per il Consiglio europeo". Si parla di "reinsediamenti volontari" e di "base volontaria" per l'apertura di centri negli Stati membri da destinare alla selezione dei rifugiati rispetto ai migranti economici. È spontaneo accusarli di egoismo nazionale, ma non mi sentirei di condannarli senza appello: sono piccoli Paesi, a forte identità nazionale, che cercano di difendersi contro le invasioni esterne. Insomma: il Regolamento di Dublino non si tocca. Una delle tante ragioni dell'accelerazione su questa spinosa questione è, da una parte, il rocambolesco atteggiamento di Matteo Salvini, ma, dall'altra, la minaccia nei confronti di Angela Merkel da parte del suo ministro degli interni e boss della Baviera, Horst Seehofer. Non che vi si dicano cose particolarmente clamorose, ma colpisce che quel capitolo esordisca affermando di volere assumere maggiori responsabilità in materia, ponendosi come attore primario. "E' affermato il principio che chi arriva in Italia arriva in Europa". Perché una cosa è certa alla luce delle conclusioni notturne del vertice Ue riguardo il capitolo-migrazioni: i 27 Paesi Ue (il Regno Unito si è già chiamato fuori per ovvie ragioni) hanno messo nero su bianco impegni e promesse, come mille altre volte.

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