Giovedi, 13 Dicembre, 2018

Migranti, trovata l'intesa a 28 Conte: "Non siamo più soli"

Migranti, Conte: No compromessi al ribasso, altrimenti niente accordo Vertice europeo migranti, arriva l'accordo
Evangelisti Maggiorino | 30 Giugno, 2018, 06:24

In precedenza, il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, ha affermato che i leader dei paesi dell'UE hanno raggiunto un accordo sulle questioni relative alla migrazione.

È ben evidente il continuo richiamo ai temi sollevati dall'Italia, così come è chiaro dal tono generale del documento che i più agguerriti oppositori della linea italiana (Macron in testa) hanno fatto una significativa marcia indietro, comprendendo perfettamente che una rottura avrebbe giovato più all'Italia ed alla sua maggioranza giallo-verde che agli altri, in particolare sull'asse Parigi-Berlino.

Sui cosiddetti "movimenti secondari", su cui nelle ultime settimane si è spesa la Merkel, pressata in Germania dal suo ministro degli Interni Seehofer, e che comporterebbero l'espulsioni dei migranti arrivati attraverso uno dei Paesi del Mediterraneo (come l'Italia), nelle conclusioni si legge: "minacciano l'intergrità del sistema di immigrazione europeo e l'area Schengen, quindi gli stati membridovrebbero prendere ogni provvedimento legislativo e amministrativo per contrastarli".

Facendo ancora riferimento al paragrafo 5, Conte ha segnalato che si contempla "la possibilità di creare, di istituire dei centri di accoglienza per consentire lo sbarco, e se del caso il transito dei migranti anche verso paesi terzi sotto il coordinamento e la cooperazione dell'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati e dell'Organizzazione internazionale per le Migrazioni". Nel documento finale approvato dall'Ue è "passato un nuovo approccio per quanto riguarda i salvataggi in mare: d'ora in poi si prevedono azioni basate sulla condivisione e quindi coordinate tra gli stati membri". "Lo smentisco" rispetto a chi insisteva sulla posizione d'Oltralpe che vorrebbe i centri di accoglienza dei migranti nei Paesi di primo approdo.

Il meccanismo dei ricollocamenti sottoscritto da tutti i partner della Ue - 40 mila richiedenti asilo sbarcati in Grecia e in Italia da ricollocare solo nel 2015 pro quota nei Paesi membri - è inceppato perché anche allora si parlava di "azioni su base volontaria" senza prevedere sanzioni.

STRETTA SULLE ONG - E' stato affermato il principio in base al quale tutte le navi che attraversano il Mediterraneo, comprese le Ong, devono rispettare le leggi e sono tenute a non interferire con le operazioni della Guardia Costiera Libica. L'Unione europea e i suoi Stati membri devono essere all'altezza di questa sfida. Riguardo a entrambi gli aspetti, il ruolo di sostegno svolto da Frontex dovrebbe essere ulteriormente potenziato. Prevista, inoltre, l'apertura di centri di accoglienza europei sul continente. Ma in pratica sarà molto difficile da attuare, perché i disaccordi tra i paesi dell'UE non sono stati superati di fatto.

Tra i punti messi a segno dal governo italiano c'è "il principio del rifinanziamento del fondo fiduciario per l'Africa che ci torna particolarmente utile per le rotte dei migranti nordafricani", ha spiegato Conte, parlando del fondo che finanzia la Guardia costiera libica. Ulteriore esame è richiesto anche per la proposta sulle procedure di asilo. Il Consiglio europeo sottolinea la necessità di trovare una soluzione rapida all'intero pacchetto e invita il Consiglio a proseguire i lavori al fine di concludere quanto prima. "Ci sarà una relazione sui progressi durante il Consiglio europeo di ottobre".

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