Mercoledì, 26 Giugno, 2019

Salvini a Tripoli: "Hotspot al Sud della Libia"

Migranti, Salvini: Migranti, Matteo Salvini: “Ministro francese ignorante, Lifeline va sequestrata. In Libia centri d’avanguardia”
Evangelisti Maggiorino | 29 Giugno, 2018, 10:39

E' quanto scrive su Twitter il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, oggi in visita a Tripoli. Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, durante una conferenza stampa al Viminale, al termine di una visita in Libia. La missione di Salvini (ha incontrato anche il suo omologo ministro dell'Interno libico) segue il prevertice di ieri a Bruxelles dall'esito interlocutorio e identifica comunque nella nazione africana l'elemento strategico per la soluzione dei problemi italiani, visto che quasi tutto il traffico di migranti diretti verso il nostro Paese parte proprio dai porti libici. Un tavolo tecnico di lavoro su questo, ha annunciato, ci sarà già in settimana.

Stabilire "una formula globale per far fronte al fenomeno" dei migranti irregolari "che tenga conto dei suoi vari aspetti di sicurezza, economico e umanitario", attribuendo "la massima importanza alla messa in sicurezza dei confini meridionali attraverso programmi di addestramento delle forze libiche e l'attenzione allo sviluppo locale".

I centri che dovranno sorgere in Nord Africa, secondo la volontà di Salvini, dovranno essere "ai confini esterni della Libia". "Questo non è accettato dai libici né è consentito dalla legge libica", ha dichiarato a Tripoli il vice premier libico, Ahmed Maitig. Il ministro ha poi precisato che questi centri di protezione ed identificazione non dovrebbero sorgere in Libia, ma "alle sue frontiere esterne": e dunque in Paesi come Niger, Ciad, Mali e Sudan. E continua a distanza anche con la Guardia Costiera Italiana, dopo la nota diramata che chiede alle navi di chiamare la Libia per quel che riguarda i soccorsi in area Sar. "Aspetto al più presto il ministro Ashour a Roma". "È una struttura - ha osservato - all'avanguardia, in collaborazione con l'Unhcr che vorrei venisse vista per smentire tutte le menzogne di chi dice che in Libia si tortura e si ledono i diritti civili". "Sarebbe - ha sottolineato - un problema per noi e per la Libia stessa perché i flussi della morte non verrebbero interrotti". E si è differenziato come il giorno e la notte dai viaggi 'top secret' in Libia del predecessore Marco Minniti, a volte comunicati per via traverse giorni dopo. Per Salvini adesso "l'obiettivo è aiutare le persone a non scappare".

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