Domenica, 16 Giugno, 2019

Erdogan rieletto presidente della Turchia, vince al primo turno

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Esposti Saturniano | 25 Giugno, 2018, 18:55

Oltre all'investitura presidenziale la coalizione che sostiene Erdogan mantiene la maggioranza assoluta in Parlamento, grazie al risultato sopra le attese dei nazionalisti dell'Mhp, i Lupi Grigi, alleati del partito islamico e tradizionalista Akp che governa dal 2002: praticamente da quasi una generazione i turchi non conoscono alternative. A questo giro, c'è stato un episodio particolarmente inquietante: "Fatto strano, una televisione filo-governativa ha mandato in onda per errore i "risultati elettorali" con tre giorni di anticipo". Decisivo è stato l'apporto dei nazionalisti dell'Mhp, veri vincitori delle elezioni e senza i quali Erdogan non avrebbe centrato l'ennesima vittoria schiacciante che allunga il "regno del Sultano", al potere da ormai 16 anni.

Ankara, 25 giu - Recep Tayyp Erdogan, per l'ennesima volta, ha vinto le elezioni in Turchia.

Il principale candidato di opposizione alla presidenza della Turchia, Muharrem Ince, sogna di spezzare dopo 15 anni il dominio di Erdogan: ha votato nella sua città natale di Yalova, nel nord-ovest del Paese.

Priorità del nuovo esecutivo sarà l'economia, dopo il crollo della lira turca che negli ultimi due mesi ha perso il 20% del suo valore e l'inflazione che corre. "Spero che nessuno tenti di cancellare il risultato delle elezioni per mascherare il proprio fallimento", ha detto Erdogan nel discorso della vittoria a Istanbul, prima che i risultati ufficiali venissero annunciati. Forte la delusione per l'opposizione. Con le nuove prerogative, Erdogan ha già annunciato di voler mettere sotto controllo le politiche della Banca centrale, rischiando però così un pericoloso braccio di ferro coi mercati e con il Fondo monetario internazionale: per un paese con imprese fortemente indebitate e i conti in disordine non è una premessa incoraggiante. Fermi al momento sotto il 10% gli altri candidati, tra cui la nazionalista Meral Aksener (7,4%) e il curdo Selahattin Demirtas (6,4%).

"La scommessa del Sultano, di anticipare le elezioni per portare a casa il risultato prima che un più evidente avvitamento economico-finanziario ne compromettesse la possibilità, ha pagato", rimarca JCI Captal. In parlamento sono entrati ancora i filo-curdi dell'Hdp, nonostante molti leader e militanti siano ancora dietro le sbarre, superando la soglia di sbarramento monstre del 10%. Fino a stasera era invece ancora in stato di fermo un'italiana fermata a Batman, centro minore sempre nel sud-est, identificata come Christina Cartafesta.

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