Martedì, 25 Giugno, 2019

Il ministro Di Maio vuole che i negozi restino chiusi la domenica

Governo Di Maio apre il fronte delle aperture domenicali Di Maio cerca la svolta sui rider: nuove norme dopo il confronto
Esposti Saturniano | 23 Giugno, 2018, 11:11

Il tema è delicato e riguarda milioni di persone. Il Salva Italia ha decretato la liberalizzazione completa delle aperture lasciando quindi alle aziende la scelta sulle domeniche e i giorni festivi nei quali alzare la saracinesca.

L'idea è tornare alla situazione che c'era prima del 2012 e cioè con i negozi chiusi la domenica e nei festivi salvo deroghe, anche numerose, decise a livello locale. Naturalmente per il lavoro di domenica e per quello festivo è prevista una maggiorazione sulla retribuzione. "C'è una proposta di legge ferma al Senato - spiega - per prevedere almeno sei chiusure su 12 festività individuate (Natale, Capodanno, eccetera)". Possono rifiutare la prestazione domenicale e festiva in tutti i casi i genitori di bambini fino a tre anni o i lavoratori che assistono portatori di handicap e persone conviventi non autosufficienti. Quest'ultima condivide l'ipotesi di regolamentare le aperture festive: "Le liberalizzazioni non hanno portato né maggiore fatturato né un incremento occupazionale".

"L'obiettivo del governo è garantire tutela a chi lavora, soprattutto ai giovani che non devono essere alla mercé di un lavoro qualsiasi. Il fatturato si è spalmato su più giorni nella settimana", ha dichiarato Enrico Postacchini, membro della Giunta con delega alle politiche commerciali. Fin dalla sua introduzione, la liberalizzazione fu oggetto di reazioni contrastanti con i sindacati, la Cisl in particolare, a condurre la battaglia contro la liberalizzazione selvaggia del commercio. "Giovedì al vertice in Lussemburgo chiederò di incontrare il ministro del lavoro tedesco perché ho l'intenzione di portare avanti, se ci sarà la possibilità, un progetto con loro che hanno i centri per l'impiego più efficienti d'Europa", ha annunciato. Non esiste - ha detto - un diritto allo shopping.

Di diverso avviso restano le associazioni dei consumatori: "E' incredibile che con tutti i problemi che abbiamo in Italia - sottolinea l'Unione consumatori - si discuta ancora di togliere una norma di libertà che consente al commerciante di aprire quando vuole il suo negozio". Il datore di lavoro è invece obbligato a pagare una maggiorazione per ogni festivo lavorato e a comunicare con anticipo al dipendente il festivo in cui dovrà lavorare. "C'è un'apertura nelle aziende e sono convinto che troveremo la soluzione giusta".

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