Lunedi, 24 Settembre, 2018

Il Consiglio Superiore di Sanità boccia la vendita della "cannabis light"

Consiglio Superiore Sanità no a vendita cannabis light Consiglio Superiore Sanità no a vendita cannabis light +CLICCA PER INGRANDIRE
Machelli Zaccheo | 22 Giugno, 2018, 15:27

Sulla prima questione il Consiglio "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera, non può essere esclusa". "Sui numerosi campioni testati nei laboratori, solo in sei casi sono risultati valori in combinazione di Thc compresi tra lo 0,2 e lo 0,6%, che sono comunque limiti consentiti dalla legge", spiega Grillo, secondo cui "la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività". Tracce dell'uso antinfiammatorio della cannabis si trovano anche nella storia dell'antica Grecia. Parere che non sarebbe ancora arrivato. Quello del Consiglio Superiore della Sanità è un parere consultivo, spetterà al Ministero della Salute decidere se e quali provvedimenti adottare. La raccomandazione del Css, in possesso dell'AdnKronos Salute, è "che siano attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti".

Questo naturalmente è il parere del CSS che è importante sottolineare non è vincolante per il Ministero della Salute. Un parere che era stato richiesto dalla segreteria del Ministero della Salute nel febbraio scorso. "In generale abbiamo molti altri prodotti, quindi se dovesse arrivare una proibizione sulla cannabis light avremo delle perdite ma difficilmente si precluderà il proseguire dell'attività". Per le sue caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui il cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili, con un consumo che avviene al dì fuori di qualsiasi possibilità di monitoraggio e controllo delle quantità effettivamente assunte. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell'Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti).

Il parere del Consiglio superiore di Sanità sulla cannabis light rischia di determinare la chiusura di centinaia di negozi specializzati nella vendita della canapa, che negli ultimi mesi sono sorti in tutta Italia. In Italia oltre 4mila ettari coltivati, circa 2mila piccoli produttori e un giro d'affari potenziale da 40 milioni di euro.

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