Lunedi, 23 Settembre, 2019

Petrolio:sale a 65,5 dollari,attesa Opec

Un operaio addetto alla manutenzione di un impianto petrolifero Verso aumento della produzione di 600.000 barili
Esposti Saturniano | 22 Giugno, 2018, 13:21

"Nel mese di settembre, passeremo in rassegna la situazione del mercato e decideremo il percorso futuro", riporta Ria Novosti. In conferenza stampa Al-Falih ha affermato che sarebbe molto contento se il piano di vendita delle azioni del colosso petrolifero avvenissero nel primo semestre del 2019, dopo che la stessa IPO era prevista per il 2018.

Nel 2016 l'Opec e la Russia hanno deciso insieme di ridurre l'offerta al fine di spingere i prezzi al rialzo a seguito del crollo creato da un eccesso di produzione globale di greggio. Contrari soprattutto Venezuela, Iran e Iraq.

Lo ha fatto sapere il ministro del petrolio iraniano, Hossein Kazempour Ardebili, sottolineando come tale proposta richieda l'unanimità dei pareri dei membri dell'Opec e come se l'Arabia Saudita (con la Russia) dovesse alzare unilateralmente la produzione, questa sarebbe interpretata come una rottura degli accordi esistenti. E così i prezzi petroliferi mettono le ali, visto che l'aumento che si delinea, di appena 600.000 barili al giorno, è ben inferiore agli 1,5 milioni che si aspettavano i mercati.

Una delle principali preoccupazioni da affrontare nell'incontro dell'OPEC in arrivo, sarà come reagire al calo della produzione nei paesi in difficoltà come il Messico, l'Angola e il Venezuela, la cui produzione in calo proviene da conflitti interni, piuttosto che dai tagli alla produzione dell'OPEC.

Ora, a poco più di un anno da quell'accordo, il prezzo del petrolio si è lasciato alle spalle il mercato ribassista e sia la quotazione del Brent che quella del Wti hanno guadagnato di nuovo ampio terreno. Goldman prevede un "ulteriore calo delle scorte e prezzi più alti per il petrolio nella seconda metà dell'anno", con il Brent che dovrebbe salire a 82,50 dollari al barile durante l'estate.

Altre Notizie