Mercoledì, 18 Luglio, 2018

Cannabis light, il Consiglio Superiore di Sanità blocca la vendita

Denis Balibouse  Reuters Denis Balibouse Reuters
Machelli Zaccheo | 22 Giugno, 2018, 06:52

Pertanto, il CSS ha chiesto che siano attivate delle misure per impedire il commercio di prodotti a base di cannabis light.

La canapa è sempre stata presente in molte parti del mondo; infatti, esistono varie specie (o varietà) di canapa, che hanno sviluppato caratteristiche specifiche sulla base dell'ambiente 13 in cui si sono sviluppate: Cannabis sativa è pianta imponente, tipica dei Paesi caldi; Cannabis indica è bassa e cespugliosa, tipica di climi rigidi di montagna; Cannabis ruderalis resiste al rigido inverno russo e non regola la fioritura in modo stagionale, in base alle ore di sole (autofiorente).

Il Consiglio superiore di Sanità è un organo di consulenza tecnico scientifica del Ministro della salute che esprime parere su richiesta del Ministro e nei casi espressamente stabiliti dalla legge, in ogni altro caso in cui le Direzioni Generali ne facciano richiesta per l'adozione di provvedimenti normativi od amministrativi e nella eventualità che l'Autorità giurisdizionale richieda la consultazione dell'Organo per decidere contenziosi.

Accolgono con favore la decisione del Css le associazioni dei genitori, mentre l'Associazione Luca Coscioni afferma: "Sfidiamo il Consiglio Superiore di Sanità a portare avanti studi propri se ne è capace, invece che raccogliere dati in letteratura", ricordando che, di recente l'Organizzazione Mondiale della Salute ha avvitato, per la prima volta nella storia, una revisione delle proprietà terapeutiche della cannabis con probabile declassificazione della sua pericolosità nelle tabelle internazionali. Ad Ancona infatti i poliziotti hanno dato il via ad una serie di perquisizioni nei negozi dediti alla vendita di cannabis e negli appartamenti di commessi e titolari.

Questo naturalmente è il parere del CSS che è importante sottolineare non è vincolante per il Ministero della Salute. Eppure, nel corso degli ultimi mesi - dopo l'entrata in vigore della legge 242/2016 che ha aperto al consumo di questa sostanza con un principio attivo più basso rispetto a quella che siamo abituati a definire 'droga' - il mercato degli shop è in fortissima espansione. Un aumento di attività su cui la Procura di Macerata ha voluto indagare, delegando le attività agli agenti della Squadra Mobile di Macerata che, guidati dal capo Maria Raffaella Abbate, hanno chiuso 2 negozi del circuito Grow-Shop nella provincia maceratese, arrivando fino al capoluogo dorico.

Per questo motivo, specialmente se anche l'Avvocatura dello Stato dovesse esprimersi contro queste nuove attività, c'è il rischio concreto di una sospensione delle vendite in attesa di ulteriori accertamenti sugli effetti dei cannabinoidi.

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