Lunedi, 24 Giugno, 2019

Di Maio e le critiche di Foodora: "Sui rider non accettiamo ricatti"

Il CEO di Foodora ha criticato duramente Luigi Di Maio Di Maio, confronto sui rider ma non accetto ricatti
Esposti Saturniano | 19 Giugno, 2018, 10:55

"Sono contento che finalmente si inizi a parlare dei diritti dei rider e di tutti i ragazzi che lavorano per le piattaforme digitali": con queste parole il ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi Di Maio, in un post su Facebook, ha risposto alle dichiarazioni dell'amministratore delegato di Foodora Italia sulla bozza del "Decreto Dignità".

A innescare la miccia è stata un'intervista del ceo di Foodora Italia, Gianluca Cocco, che ha spiegato che le condizioni dettate dal testo renderebbero insostenibile il business nel nostro Paese, con "nessuna speranza per il settore di restare in piedi".

Di Maio, ministro da poco più di due settimane, ha quindi a che fare con la sua prima grana ma non si lascia intimidire: "Ho tutta la volontà di favorire la crescita di nuove attività legate alla gig economy e nessuno vuole demonizzarle".

Per quanto animato da buone intenzioni, il provvedimento potrebbe avere effetti non considerati dai suoi estensori [VIDEO] e finire per danneggiare proprio i lavoratori che intende tutelare, di fatto si tornerebbe allo scenario antecedente l'introduzione dei voucher e del jobs act: un sistema nel quale questa tipologia di lavoratori poteva scegliere solo tra un lavoro in nero e nessun lavoro, con l'aggravante di avere stroncato sul nascere un segmento di attività economica che già oggi vale 450 milioni e contribuisce alla sopravvivenza di molti ristoranti. "Se lavoriamo insieme l'Italia diventerà il modello da seguire per le attività legate alle imprese che operano su piattaforme digitali - ha continuato il vicepremier - ma sia chiaro". Per i quali, Di Maio, non accetta "ricatti". "I nostri giovani prima di tutto". Domani Di Maio incontrerà lle 14 al Ministero del Lavoroi rappresentanti delle aziende, tra cui Foodora, Deliveroo, JustEat, Glovo e Dominòs Pizza.

"Da Ministro - aggiunge - ho deciso di dichiarare guerra al precariato" che "sta disgregando la nostra società". Sta facendo impennare il consumo di psicofarmaci. "Quella che filtra - racconta Cocco - è una demonizzazione della tecnologia che ha dell'incredibile, una cosa quasi medievale e in contraddizione con lo spirito modernista del Movimento". "Il 50 per cento sono studenti, il 25 per cento lo esercita come secondo lavoro e un altro 10 per cento lo considera un'attività di transizione". Secondo una ricerca condotta in collaborazione con l'Inps solo il 10% dei rider lo considera un lavoro stabile. Sulla questione arriva l'appoggio del ministro dell'Interno Matteo Salvini: "Do il mio totale sostegno a Di Maio", ha detto. "La durata media del lavoro di rider è di 4 mesi, non di più".

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