Giovedi, 18 Luglio, 2019

Migranti: intesa fragile tra Conte e Macron. Salvini continua a provocare

Migranti: torna la pace con la Francia. Meno male! Macron telefona a Conte, “parole offensive non mie”
Evangelisti Maggiorino | 19 Giugno, 2018, 04:45

Arrivano poi le domande che bruciano, quelle sulla settimana più lunga nei rapporti recenti fra i due paesi: "ci sono stati giorni un po' turbolenti per il caso Aquarius - ha detto Conte - è stato un momento di particolare tensione per l'Italia. Il nostro primo obiettivo è stato mettere in sicurezza queste persone, affiancare la nave per evitare che le persone fossero in difficoltà, abbiamo offerto il nostro supporto logistico, il personale sanitario, il vettovagliamento, abbiamo gestito momento di difficoltà con la massima concentrazione". È quanto dichiarato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella conferenza stampa a margine del vertice bilaterale con il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron. Il regolamento di Dublino stabilisce le modalità di ricollocamento dei migranti richiedenti asilo tra i vari Paesi dell'Unione europea, secondo quote per ciascun Paese. In particolare, occorre creare "centri europei nei paesi di partenza e transito per velocizzare l'identificazione dei migranti" e "va rivisto il concetto di stato di primo ingresso".

Macron pare insomma voler sfruttare l'Italia e sopratutto i 5S come un'arma per arrivare a un'ampia riforma della Ue, in senso più europeista però come ha sempre sostenuto sin da quando ha fondato En Marche. Salvini, anche oggi, non ha rinunciato a rincarare la dose con una dichiarazione forte: "A Ventimiglia i nemici sono oltre il confine", con toni ben lontani dalla lagnosità istituzionale di un Gentiloni e dei governi precedenti che hanno condotto all'attuale disastro. "Il sistema oggi non funziona - ha aggiunto Macron - non dà risultati soddisfacenti, dobbiamo trovare meccanismi che consentano la solidarietà e dobbiamo fare in modo che la geografia non ci metta in situazioni politiche insostenibili". Le parole durissime arrivate dall'Eliseo - "Italia cinica" e comportamento "vomitevole" per la decisione di chiudere i porti alla nave Aquarius con 629 migranti a bordo - riecheggiano ancora e potrebbero incidere nella relazione tra i due.

"Finché non arriveranno le scuse" dal Presidente francese Macron, "noi non indietreggiamo" aveva detto questa mattina il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Rtl, spiegando che "questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro" circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. E poi sottolinea che "nessuno in Europa può pensare di rimanere estraneo e lavarsi le mani". "Chi mette piede in Italia mette piede in Europa" spiega Conte. Si attendono novità e l'Italia a fine mese dovrà scegliere da che parte stare.

Nella notte tra mercoledì e giovedì il presidente francese ha telefonato a Conte: il colloquio è stato definito "cordiale" e giovedì 14 giugno il premier italiano ha confermato la sua visita a Parigi.

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