Domenica, 23 Settembre, 2018

Ue: rinnovabili al 32%

Ue: rinnovabili al 32% L’UE rimuove le barriere alla rivoluzione energetica, ma l’obiettivo di crescita delle rinnovabili non è adeguato
Esposti Saturniano | 17 Giugno, 2018, 17:54

L'Unione europea ha raggiunto un accordo politico sullaumento del consumo di energia rinnovabile, in linea con le proposte legislative del pacchetto "Energia pulita per tutti" (adottato dalla Commissione europea il 30 novembre 2016): il nuovo quadro normativo, oltre alla direttiva sul rendimento energetico nelledilizia approvata il 14 maggio scorso, si arricchisce di un nuovo obiettivo vincolante di 32% di rinnovabili per lUe entro il 2030, con una clausola di revisione al rialzo entro il 2023. È previsto anche un alleggerimento dei costi per chi produce energia da rinnovabili per l'autoconsumo e il divieto dell'olio di parlma nei biocarburanti a partire dal 2030.

Le misure, scrive Reteurs, sono volte ad aiutare l'Unione europea a raggiungere il suo obiettivo generale di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030, conformemente all'accordo di Parigi per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi.

L'accordo fissa il target di rinnovabili nei trasporti al 14%, e al 3,5% quello per i biofuel avanzati (cioè da residui e non da colture alimentari) e introduce criteri di sostenibilità per l'impiego delle biomasse forestali. Tali consumatori inoltre devono ricevere una remunerazione per l'elettricità rinnovabile autoprodotta che immettono nella rete.

La corsa verso le energie rinnovabili si fa sempre più veloce.

Soddisfatto il relatore per le energie rinnovabili José Blanco López (S&D, ES) che ha sottolineato che è stata significativamente migliorata la proposta iniziale ed è stato raggiunto un ottimo compromesso sull'obiettivo vincolante del 32% di energie rinnovabili nel mix energetico per il 2030. "La nuova direttiva garantirà sicurezza e certezza agli investitori e semplificherà le procedure amministrative per i progetti nel settore delle energie rinnovabili". "Stiamo inoltre creando una serie di condizioni che renderanno più interessante per le famiglie e per i gruppi di famiglie produrre la propria energia".

Tra le prime reazioni delle associazioni, Greenpeace in un comunicato stampa pur apprezzando il nuovo accordo, soprattutto per il diritto riconosciuto ai cittadini di autoprodursi e vendere l'energia senza essere per questo tassati, partecipando alla crescita delle rinnovabili, sottolinea che doveva esserci una maggiore ambizione. "E' troppo basso - spiega il consulente energia dell'ong ambientalista, Sebastian Mang - e permette alle grandi compagnie energetiche di restare ancorate ai combustibili fossili o a tecnologie rivelatesi false soluzioni".

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