Giovedi, 19 Luglio, 2018

Migranti, Salvini su Aquarius: 'Italia isolata in Europa? Mai così centrali'

Vamos a la playa Milano: 5000 in piazza con Aquarius contro Salvini. L’assessore Majorino: “Sciagurato chiudere i porti”
Evangelisti Maggiorino | 15 Giugno, 2018, 22:15

Non ha lasciato nessuno indifferente la sorte dei seicento migranti abbandonati a galleggiare nel Mediterraneo, con i porti maltesi e italiani chiusi, questi ultimi, ad opera dei neo-ministri verde-gialli Salvini e Toninelli.

Estremamente negativi verso la situazione economica italiana che l'81% definisce "totalmente cattiva", preoccupati per la disoccupazione più del doppio degli altri europei, sfiduciati nell'Ue ma in buona compagnia dei francesi.

Dopo aver lanciato l'allarme sul prezzo dei carburanti, che al Brennero ha superato la soglia psicologica dei 2 euro al litro per la benzina, Rienzi chiede oggi "un incontro urgente a Matteo Salvini e Luigi Di Maio, affinché si intervenga con urgenza per tagliare le accise e introdurre misure contro la speculazione sui prezzi dei carburanti alla pompa". Il problema è l'immobilismo di Palazzo San Francesco, uno stallo amministrativo che chiude alla rinascita. E l'Italia sa di avere nella Francia un'alleata preziosa per alcuni dossier, come ha un'alleata preziosa nella Germania per quanto riguarda l'immigrazione. È questo che l'Italia deve imparare a fare.

Ma è in tutta Europa, del resto, che la contraddizione regna, con i governi attraversati da incoerenze profonde. Una speciale classifica dove siamo seguiti da Belgio e Ungheria, che fa parte del Taxation Trends in the European Union, il rapporto 2018 della Commissione Ue che illustra i trend della tassazione.

L'Europa vive una vigilia calda che Salvini, con l'accordo complice di Toninelli, ministro alle infrastrutture, ha ulteriormente surriscaldato, forse non a caso, in una giornata di consultazioni elettorali. Queste le richieste del Cir: facilitare il ricorso alle vie legali d'ingresso, per chi ha diritto, attraverso programmi di reinsediamento e corridoi umanitari in cui siano coinvolti gli Stati dell'Unione; riattivare programmi di ricollocazione con criteri più snelli ed efficaci; revisionare il Regolamento Dublino con particolare riferimento al criterio del Paese di primo ingresso.

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