Venerdì, 17 Agosto, 2018

Almalaurea, studiare al Nord porta lavoro per il 70% degli studenti

Università, l'Italia in controtendenza rispetto all'Europa: cala lo stipendio dei laureati Indagine Almalaurea: crescono gli occupati tra gli ex allievi dell'Università di Pisa
Esposti Saturniano | 14 Giugno, 2018, 21:10

La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4,8%. Ancora più marcata è la differenza rispetto allo scorso anno, se si considerano anche i laureati magistrali a ciclo unico. È in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 57,1% dei laureati: è il 51,6% per il primo livello e il 57,4% per i magistrali biennali. Un dato su cui incide il ritardo nell'iscrizione al percorso universitario: non tutti i diplomati, infatti, si immatricolano subito dopo aver ottenuto il titolo di scuola secondaria superiore.

Inoltre dal 2007 ad oggi, cioè da quando è stata varata la Riforma Berlinguer dell'università italiana, la cosiddetta "3+2", l'età media di laurea è scesa di un anno: da 27 a 26.

Per analizzare la soddisfazione per l'esperienza universitaria appena conclusa, Alma Laurea ha scelto di prendere in considerazione l'opinione espressa dal complesso dei laureati in merito ad alcuni aspetti. L'89,2% dei laureati è soddisfatto del rapporto con il corpo docente e l'84,6% ritiene il carico di studio adeguato alla durata del corso.

Tiene anche il giudizio positivo sulla qualità della formazione professionale acquisita nel cursus studiorum, considerata molto adeguata dal 62,9% de laureati, poco dal 32,1% e per niente per il 4,9%. Il 61,4% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso e lo stesso Ateneo, mentre il 6,8% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso. Per quanto riguarda la condizione occupazionale - continua - segnaliamo un'ulteriore crescita (78%, nel 2017 75%) dell'occupazione per i laureati a 5 anni dal conseguimento dal titolo.

Rapporto AlmaLaurea, occupato l'83% dei laureati triennali all'Università del Piemonte Orientale a un anno dal titolo. L'indagine realizzata dal consorzio interuniversitario ha coinvolto 276mila laureati dell'anno 2017. Dopo un anno il 50,5% risulta ancora iscritto. Il 46,4% ha svolto tirocini, il 54% ha svolto un'attività lavorativa durante gli studi universitari. Il 22% degli occupati ha un lavoro part-time. Il lavoro part-time coinvolge il 40,7% degli occupati. Ad un anno dal titolo di secondo livello, secondo i dati emersi dall'indagine, se gli uomini guadagnano in media 1.303 euro, le donne in media prendono 1.041 euro.

Per quanto riguarda il lavoro, anche in questo caso l'aspetto più rilevante (80,3%) è considerato quello dell'acquisizione di professionalità seguito (72,9%) dalla stabilità/sicurezza del posto di lavoro. Più nel dettaglio, il 39,5% dichiara di utilizzare in misura elevata, nel proprio lavoro, le competenze acquisite all'università. Ad un anno dal conseguimento del titolo, invece, il 71,3% dei laureati magistrali biennali Unicam è occupato e le performance occupazionali migliorano con il trascorrere del tempo dal conseguimento del titolo: il 87,5% dei laureati intervistati a cinque anni dal titolo è occupato. Il tasso di disoccupazione, calcolato sulle forze di lavoro, è pari al 10,6%. Il 24,3% prosegue il lavoro iniziato prima della laurea, il 17,1% ha invece cambiato lavoro; il 58,6% ha iniziato a lavorare solo dopo il conseguimento del titolo. Aumentano i contratti a tempo determinato e diminuiscono quelli a tempo indeterminato. Il 7,4% svolge un'attività autonoma (come libero professionista, lavoratore in proprio, imprenditore, ecc.). Il lavoro part-time coinvolge il 20,1% degli occupati. Si è presa in esame l'efficacia del titolo, che combina la richiesta della laurea per l'esercizio del lavoro svolto e l'utilizzo, nel lavoro, delle competenze apprese all'università - si legge nel Rapporto -. Il tasso di disoccupazione è pari al 5,0%.

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