Domenica, 24 Giugno, 2018

Aquarius, Salvini riferisce in Senato: "La Francia si scusi con l’Italia velocemente"

Aquarius, portavoce partito Macron linea italiana Aquarius, «la linea dell'Italia è vomitevole»: le parole di Gabriel Attal, portavoce del partito di Macron
Deangelis Cassiopea | 14 Giugno, 2018, 05:57

"Nessun dubbio: senza un chiarimento e le scuse di Macron all'Italia io resto a Roma". E le scuse non sono arrivate. Dall'altro lato, Emmanuel Macron, che non ha una superiorità etica da rivendicare in tema di accoglienza, basti guardare i punti caldi di frontiera come Ventimiglia o Calais. La risposta di Macron non si è fatta attendere. Niente scuse, ma piuttosto un attacco diretto a Salvini: "Chi cerca la provocazione? Noi e l'Italia siamo sullo stesso fronte e non c'è ragione perché ci si debba dividere". "Sono portavoce del movimento, non del governo, ma non credo che la Francia non parteciperà alla ricerca di una soluzione umanitaria", ha aggiunto.

Il ministro Moavero è però stato esplicito con l'incaricata d'affari Claire Anne Raulin che sostituiva l'ambasciatore assente da Roma: "Le accuse compronettono le relazioni tra Italia e Francia", ribadendo che le parole usate da Parigi per la vicenda Aquarius sono "inaccettabili". Parole ruvide quelle del presidente francese che, incalzato dai suoi parlamentari, ha giudicato la decisione italiana di non far attraccare la nave Aquarius "cinica" e "irresponsabile".

L'Istituzione europea sembra non voler aprire un fronte contro il Governo italiano appena insediato, e lascia quindi che gli scontri si consumino tra i vari capi di governo e ministri. Lo scrive in una nota ufficiale Palazzo Chigi, che replica in questo modo alle accuse di Spagna prima e Francia dopo.

Allo scontro tra i due paesi "cugini" hanno assistito gli altri leader europei. Al Parlamento europeo poi la plenaria sul caso Aquarius si è trasformata in un vero e proprio processo contro l'Italia, accusata - a partire dal leader dell'Alde Guy Verhofstadt - di populismo e nazionalismo e paragonata a Ungheria e Polonia.

I consiglieri regionali lombardidella Lega Gianmarco Senna e Massimiliano Bastoni, invitati dalConsolato francese a Milano a una cena questa sera conl'ambasciatore di Francia Christian Masset, hanno deciso dideclinare l'invito, "a seguito - spiegano - degli insultigratuiti e intrisi di ipocrisia indirizzati al Governo italianoda numerosi esponenti politici transalpini, fra cui il premierMacron". Non è un caso che pochi giorni prima del summit dell'Eliseo Macron appoggiasse pubblicamente la nomina di Conte, persino in anticipo sui tempi. Il presidente del Consiglio aspettava le scuse, anche informali, del presidente francese Macron, "conditio sine qua non" perché non cancellasse la sua visita di venerdì a Parigi. Ma questa maggioranza non fa politica-tweet.

Sull'immigrazione "è tempo che gli Stati tornino a essere Stati".

"Chi è che ha bombardato la Libia?". Chi è che fa concorrenza leale e sleale alle nostre aziende in Libia? "Amici amici, ma fessi no" è quanto affermato dal ministro leghista nel corso di un'intervista al programma radiofonico "105Matrix". Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi.

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