Martedì, 19 Giugno, 2018

Pensioni: dal 2019 nuovi tagli. Importi in calo fino al 2%

Pensione Quota 100? Come funziona il sistema che abolirà la Legge Fornero Pensioni più basse per chi si ritira dal lavoro nel 2019
Esposti Saturniano | 13 Giugno, 2018, 04:47

Parlando di superamento e non di abolizione, viene dunque ribadita la gradualità della misura.

Per uno che spinge sull'acceleratore, c'è un altro che preferisce poggiare il piede sul freno. Si ipotizza "una continuità lavorativa sino alla pensione, una crescita annua dell'1,5% per la retribuzione e dello 0,5% per il Pil (Prodotto interno lordo) - spiega sul quotidiano Andrea Carbone, partner di Progetica -". Come sia importante infatti guardare al medio e al lungo termine, e non solo al breve. E i moltiplicatori sono meno generosi di quelli del triennio 2016-2018.

Nettamente contrari a molte delle indiscrezioni e delle novità trapelate nelle ultime ore sono proprio i lavoratori che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi e che hanno ormai raggiunto la cosiddetta quota 41.

Rispetto a questo quadro, la via più generalmente percorsa da numerosi datori di lavoro rimane quella di pianificare gli esodi anche attraverso la risoluzione consensuale ex art. 7 legge n. 604/1966 con erogazione dell'indennità di disoccupazione e accredito della relativa contribuzione figurativa. "I nuovi conti verranno presentati con la nota di aggiornamento del Def in settembre".

Le attenzioni sono già puntate sul 2019 e sulle modalità per andare in pensione. Infine Tria ha rassicurato tutti dichiarando che tali conti saranno in linea con l'obiettivo di ridurre il rapporto debito/Pil.

L'APE sociale, indennità a sostegno del reddito di massimo 1.500 euro mensili per contribuenti di almeno 63 anni con un minimo di 30 anni di contributi, rappresenta una forma di prepensionamento a carico della fiscalità generale per lavoratori svantaggiati che rientrino in almeno una delle quattro platee disegnate dalle ultime due leggi di bilancio (disoccupati di lunga durata, care-givers, invalidi almeno al 74% o lavoratori addetti a mansioni gravose), che sarà accessibile solo fino al 31 dicembre 2018. Come ha dichiarato recentemente alla trasmissione Omnibus Alessandra De Nicola (Adam Smith Society), c'è un profondo controsenso nel voler abolire i vitalizi e al tempo stesso la Legge Fornero. "Tuttavia, nel momento in cui ce la si prende con i privilegi dei parlamentari, si dice al contempo di far fuori il sistema contributivo; che è una pietra fondante della Legge Fornero". Si tratta di un meccanismo che prevede che per rendere sostenibile il sistema "debbano variare a scadenze fisse, oltre all'età del ritiro, anche i parametri alla base della formula che serve a calcolare la pensione sulla base dei contributi versati". "Poi possono pure fare tutti i ricorsi che vogliono", ha rilanciato Di Maio a pochi giorni dalla formazione del nuovo governo. Assolutamente no. La Pensione Quota 100, infatti, non andrebbe a sostituire la pensione di "vecchiaia". Il quotidiano specializzato riporta anche un esempio: un lavoratore con 100mila euro di contributi versati e 65 anni d'età, ha visto calare in questi anni la propria pensione di circa 900 euro. Il prossimo anno sarà di 5.245 euro, nel 2009 è stata di 6.136 euro.

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