Вторник, 19 Июня, 2018

Tito, gli alieni e il deserto del Nevada

Paola Randi racconta una scena di Tito e gli alieni Recensione del film : '' Tito e gli alieni ''
Deangelis Cassiopea | 10 Июня, 2018, 14:26

A volte sarebbe bello poter ampliare il raggio dei nostri excursus, non fermarsi alle località più rare e irraggiungibili, o richieste e frequentatissime, per scoprire come possano diventare cornici di film divertenti e drammatici, seguendo questo o quel regista o personaggio...

La storia del film è senza dubbio singolare: in una remota area del deserto del Nevada, situata a un passo dalla mitica Area 51, un ignoto professore mesto e svuotato, vive solitario alle prese con un misterioso e originale esperimento.

A tratti surreale, ironico talvolta, Tito e gli alieni è sicuramente una ventata di aria nuova in un panorama cinematografico poco propenso alle innovazioni coraggiose ed è una pellicola che merita di essere vista con critica attenzione malgrado esca in giugno, quando alle sale cinematografiche i più preferiscono le spiagge, ma entrare in sala per questa pellicola ne vale la pena. Dovrebbe lavorare a un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.

Gli scenari evocati dalla Randi rispettano le regole dell'immaginario americano: sono figli del cinema on the road, ma l'unico viaggio che compiono è all'interno della complessità dell'animo umano, delle fragilità che ognuno di noi coltiva in silenzio, finendo per assomigliare piuttosto ai resti di una decomposta fiera, di un dismesso Luna Park di frontiera. "Sono loro i veri marziani".

"La location è la stessa di Lost in La Mancha di Terry Gilliam, tanto che abbiamo avuto pure noi le alluvioni! - racconta la Randi". "Una terra desolata come la Luna dell'Orlando Furioso, un luogo dove l'Umanità ritrova quello che ha perduto - continua. -Un villaggio di 54 abitanti in mezzo al deserto, cowboy e contadini, tutti convinti di essere custodi di un Universo più ampio e dei suoi segreti, che la celeberrima zona governativa ospiti ingegneri alieni, insieme a quelli civili, custodi di un nuovo sviluppo tecnologico per l'umanità".

Il film si regge quasi completamente su Mastandrea, consumato interprete di ruoli di uomini alienati, teneri outcast che fanno fatica a contestualizzarsi in una società distruttiva e avida nei sentimenti e anche sul piccolo Tito, indifeso, ingenuo ma anche spavaldo, tenace nel suo perseguire uno scopo giudicato assurdo ma che insegue con infantile perseveranza.

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