Giovedi, 16 Agosto, 2018

Google annuncia i principi etici che seguirà nel settore dell'intelligenza artificiale

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Esposti Saturniano | 10 Giugno, 2018, 13:43

L'intelligenza artificiale è già parte integrante delle vite di milioni di persone, essendo una tecnologia alla base di molti servizi che utilizziamo quotidianamente, dai motori di ricerca alle app per ascoltare musica e comunicare, che si migliorano costantemente grazie al machine learning che usa i dati raccolti per ottimizzare l'esperienza e imparare dalle abitudini degli utenti. Un cervello elettronico che elabora enormi quantità di informazioni, che impara dai risultati delle sue azioni e non riposa mai è sempre stato il sogno degli umani: riuscire a creare qualcosa che superi le proprie capacità, anche se gli esperti avvertono che questi progressi tecnologici potrebbero essere devastanti se utilizzati da persone il cui scopo non è il benessere dell'umanità.

Il nome scelto, non a caso, è ispirato al celebre personaggio Norman Bates, protagonista della celebre pellicola Psycho di Alfred Hitchcock. Entrambe sono state poi sottoposte al famoso test di Rorschach, in cui viene chiesto di interpretare delle macchie di inchiostro indistinte per valutare la personalità. I ricercatori dicono che si tratta della prima volta che un metodo trasferisce questi tipi di movimenti tra diversi video e il risultato è una serie di clip che sembrano incredibilmente realistici. In una macchia che altre Ai interpretavano come un insieme di uccelli appollaiati su un albero, Norman ci ha visto un uomo condannato alla sedia elettrica; dove si sarebbe dovuto vedere un innocuo ombrello, la "creatura" del Mit ci ha visto una persona folgorata mentre tenta di attraversare la strada.

Nelle scorse ore Sundar Pichai ha presentato il nuovo manifesto di Google relativo ai principi da adottare in campo di intelligenza artificiale.

"Una coppia che si guarda", per l'AI di controllo; per Norman è "un uomo che si lancia da una finestra".

Questa nuova raccolta di principi e propositi può essere considerata una sorta di risposta alle domande poste l'anno scorso da Sergey Brin nella lettera dei Fondatori di Alphabet, con cui si occupava dell'impatto dell'apprendimento automatico e dell'intelligenza artificiale, nonché dei problemi e delle aspettative che Google aveva nello sviluppo della nuova tecnologia. "Norman nasce dal fatto che i dati che vengono usati per addestrare un algoritmo influenzano significativamente il comportamento. Quindi quando le persone parlano di algoritmi 'razzisti' o 'scorretti' - affermano gli ideatori - il problema non è nell'algoritmo in sé, ma nei dati usati".

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