Venerdì, 19 Ottobre, 2018

Di Maio a Confcommercio: "L'Iva non aumenterà"

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					Luigi Di Maio vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico REUTERS Luigi Di Maio vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico
Esposti Saturniano | 10 Giugno, 2018, 12:39

"Avete la mia parola qui a Confcommercio che l'Iva non aumenterà e le clausole di salvaguardia saranno disinnescate", ha detto il vice premier che ha poi parlato di nuovo dell'abolizione di "tutti gli strumenti come lo spesometro e il redditometro" e dell'intenzione di inserire "l'inversione dell'onere della prova". Imparerete a conoscere il valore della nostra parola data": "il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, risponde subito al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, che aprendo l'assemblea generale della Confederazione aveva perentoriamente affermato: "Sull'Iva non si tratta e non si baratta". "Perché siete tutti onesti ed è onere dello Stato provare il contrario", ha proseguito.

"E' un'economia frenata la nostra, quindi, che ci colloca alle spalle dei principali partner europei: nel 2014-2017 la produttività del lavoro è cresciuta nel nostro Paese di appena lo 0,3%, dieci volte meno rispetto alla Germania (+3,3%), alla Francia (+3,1%) e alla media dell'area euro (+3%)", si sottolinea.

Sono molti i punti di convergenza tra la relazione all'assemblea del presidente di Confcommercio e quella già tenuta dal presidente di Confindustria "a partire dalla centralità del lavoro e delle infrastrutture". "La vera salvaguardia per imprese e cittadini è difendere i loro redditi, il potere d'acquisto, la competitività diffusa delle imprese".

DIFETTI STRUTTURALI CI METTONO IN CODA ALL'UE - Sempre l'Ufficio Studi di Confcomemrcio segnala infatti che, tra le principali cause della bassa crescita, ci sono i difetti strutturali del nostro Paese, come l'eccesso di tasse e burocrazia ed i deficit di legalità, infrastrutture e capitale umano. Sul fronte delle tasse, Sangalli chiede al governo: recupero dell'evasione e dell'elusione, una coraggiosa spending review per ridurre la tassazione. È insufficiente. Talmente esigua da restare nel recinto delle statistiche, perchè incapace di dare calore e fiducia alle attese di famiglie e imprese. Per trasformare l'attuale ripresa in una crescita concreta e duratura", occorre arrivare "tra il 2 e il 2,5% annuo, ha aggiunto sottolineando che "Questa crescita serve per ricucire le crescenti distanze tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. Lo faremo dialogando ma dicendo anche dei no".

Messaggio di rassicurazione da parte di Di Maio sul tema delle infrastrutture, in particolare per quelle legate al tursmo: "Quando parliamo di turismo - dice il vicepremier - parliamo di infrastrutture, in cui alcune regioni strategiche neanche ce ne sono, in altre ci sono luoghi bellissimi e neanche un treno che porta i turisti fino a lì". "Per tutta la generazione di lavoratori fuori dalla contrattazione nazionale va garantito almeno un salario minimo, almeno fino a che non si arriva alla contrattazione", ha detto.

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