Giovedi, 16 Agosto, 2018

" Governo, Di Maio: "siamo nella Nato, si al dialogo con la Russia"

Da sinistra Alessandro Profumo, Luigi Di Maio e Gianni De Gennaro Da sinistra Alessandro Profumo, Luigi Di Maio e Gianni De Gennaro
Evangelisti Maggiorino | 09 Giugno, 2018, 12:10

"Non saremo un governo supino alla volontà di altri governi: hanno capito (riferendosi al tema dell'immigrazione e al negoziato sul trattato di Dublino, ndr) che in Italia non c'è un governo che dice sissignore".

Luigi Di Maio torna a parlare di politica estera in seguito alle polemiche suscitate dalle parole della Nato, che aveva ammonito l'Italia riguardo alle sanzioni alla Russia.

"Restiamo nella Nato e alleati degli Stati Uniti, ma portiamo avanti anche il dialogo con la Russia e altri Paesi come è sempre stato".

Il ministro è a Pomigliano per incontrare i vertici della Leonardi, all'interno dello stabilimento. "Questo Governo vuole lasciare l'Italia negli accordi e nelle alleanze garantendo continuità con quello che c'è già stato". "Abbiamo sempre dialogato con Paesi come la Russia - ha detto - ma anche con Paesi del Mediterraneo, come Nord Africa, che ci permetteranno anche di risolvere il problema dei flussi migratori". La Nato e gli Stati Uniti dettano la linea dopo le aperture verso Mosca del governo Conte. Le dichiarazioni "del presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Parlamento italiano dimostrano l'intenzione del capo del nuovo governo di cooperare con il nostro Paese: la Russia intende fare altrettanto". Quanto alle sanzioni "non siamo stati noi a introdurle ma senz'altro accoglieremmo positivamente approcci ponderati e ragionevoli".

Così Di Maio a proposto delle sanzioni a Mosca. Dalla Russia peraltro si fa notare che Putin nel suo messaggio di congratulazioni a Conte per la sua entrata in carica ha parlato a favore di uno sviluppo del dialogo politico costruttivo, della interazione tra partner per la soluzione di problemi regionali e globali. "Anche l'Austria ha assicurato che non metterà il veto al rinnovo delle sanzioni perché queste decisioni si prendono per consenso".

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