Domenica, 24 Giugno, 2018

Pomigliano, operaio Fca licenziato si versa benzina addosso

Il finto funerale di Marchionne Marchionne
Esposti Saturniano | 08 Giugno, 2018, 23:46

Uno dei cinque operai della Fca, per cui la Cassazione ha disposto oggi il licenziamento, si è incatenato e si è cosparso il capo di benzina, sotto casa di Di Maio. In serata Di Maio lo va a trovare: "Mimmo - spiega - è un mio concittadino che ha perso il lavoro e che oggi ha fatto un gesto disperato". Sono andato a trovarlo in ospedale e gli ho parlato, gli ho detto che gli sono vicino, che lo Stato gli è vicino e che le politiche che intraprenderà il Governo del Cambiamento serviranno a creare lavoro e a dare una mano alle persone che come lui lo hanno perso. L'operaio, Mimmo Mignano, è in compagnia di un altro dei licenziati.

I fatti riasalgono a due manifestazioni del giugno 2014 organizzate davanti al polo logistico di Nola per chiedere il ritorno a Pomigliano degli oltre 300 lavoratori distaccati dal 2008 e da allora in cassa integrazione.

La sentenza, arrivata ieri, ha sancito il licenziamento definitivo di cinque operai della Fiat di Pomigliano per decisione della Corte di Cassazione. Le principali sigle sindacali si erano dissociate. Poi annullata dalla Corte d'appello di Napoli che ordinò il reintegro, escludendo la giusta causa. Secondo la Cassazione, però, neppure la satira "può esorbitare la continenza" con l'attribuzione di qualità "disonorevoli", "riferimenti volgari" e "infamanti". "Le modalità espressive della critica manifestata dai lavoratori - scrive la sezione lavoro della Suprema Corte - hanno travalicato i limiti di rispetto della democratica convivenza civile", con "un comportamento idoneo a ledere definitivamente la fiducia che sta alla base del rapporto di lavoro".

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