Lunedi, 10 Dicembre, 2018

Le proprie cellule per curare il tumore al seno, cautela degli oncologi

Alto  Frederic Cirou via Getty Images Alto Frederic Cirou via Getty Images
Machelli Zaccheo | 08 Giugno, 2018, 16:26

"Se confermato in uno studio più ampio, questo approccio promette di estendere ulteriormente la portata di questa terapia a base di cellule T a un più ampio spettro di tumori", ha detto Misteli. Quali sono le donne con carcinoma della mammella in fase iniziale che possono evitare la chemioterapia I risultati dello studio suggeriscono dunque che la chemioterapia possa essere evitata in tutte le donne oltre i 50 anni d'età, con positività dei recettori ormonali, HER-2 negative, senza metastasi linfonodali e un Recurrence Score compreso tra 0 e 25 (condizioni presenti nell'85% delle donne di questa fascia d'età). E gli autori sono arrivati alla loro conclusione, che potrebbe in breve cambiare la pratica clinica - sostengono - perché non hanno trovato alcun miglioramento nella sopravvivenza libera da malattia quando la chemioterapia era somministrata in aggiunta alla terapia ormonale. "Prima del test - ha spiegato il responsabile dello studio, dr. Joseph Sparano, dell'Albert Einstein Cancer Center di New York - c'era incertezza su quale fosse la giusta terapia per le donne con punteggio intermedio 11-25".

"In parole povere - spiega il dottor Harold Burstein - questo significa che migliaia di donne potranno evitare la chemio con tutti i suoi effetti collaterali".

I risultati sono stati presentati all'incontro annuale dell'American Society of Clinical Oncology e pubblicati nel New England Journal of Medicine. Il trial, condotto con fondi federali in Usa, ha utilizzato un particolare test - 'Taylor X' - che valuta l'espressione di 21 geni tumorali.

Si tratta della più grande ricerca mai condotta sulle terapie per il cancro al seno. "Ora lo studio dà una risposta definitiva".

L 'immunoterapia a cellule T' per il cancro al seno in fase avanzata consente di attivare cellule immunitarie della paziente in grado di riconoscere e attaccare la neoplasia, dopo che le stesse sono state coltivate in provetta per essere potenziate. Ma gli effetti collaterali del trattamento possono essere significativi.Fra le donne arruolate nello studio, 6.711 avevano un punteggio medio di rischio e sono state destinate in maniera casuale a ricevere solo l'ormonoterapia oppure anche la chemio. Una tecnica già rivelatasi efficace nel trattamento del melanoma, ma finora meno 'potente' contro i tumori dello stomaco, dell'esofago, delle ovaie e appunto del seno. Non solo. A 9 anni, i risultati delle due strategie terapeutiche sembrano essere praticamente identici. Le donne che totalizzavano al test un punteggio inferiore a 10 infine erano quelle che avevano i tassi più bassi di recidiva con la sola endocrino-terapia, a prescindere dall'età. E questo risultato, concludono gli autori, mette in evidenza la necessità di sviluppare cure specifiche per questo gruppo di donne. Il test, attualmente "costa circa 3mila euro anche se si va verso degli accordi delle regioni con l'azienda per ridurne il prezzo".

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